Valditara presenta la “filiera tecnica 4+2”: più tecnici per le imprese bergamasche

Il nuovo modello scolastico mira a colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro, formando professionisti specializzati.

Garantire alle imprese bergamasche un numero adeguato di tecnici qualificati è l’obiettivo della nuova filiera scolastica “4+2”, presentata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nella sede di Brembo, al Kilometro Rosso. L’incontro, tenutosi il 10 marzo, ha coinvolto 40 manager di aziende leader del territorio, tra cui Gewiss e Tenaris Dalmine, e rappresenta la prima tappa di un tour ministeriale per promuovere il progetto in tutta Italia.

Il problema: 70mila lavoratori mancanti

Secondo i dati più recenti, l’economia bergamasca ha una carenza di 70mila lavoratori, di cui 3.500 tecnici specializzati. Un vuoto che rallenta la competitività delle imprese, sempre più alla ricerca di figure qualificate in settori innovativi.

Il modello “4+2”: scuola e impresa più vicine

Per rispondere a questa esigenza, il Ministero dell’Istruzione ha introdotto il modello “4+2”, che prevede 4 anni di istruzione secondaria superiore, con un focus su competenze tecniche e formazione pratica e 2 anni negli ITS Academy, istituti altamente specializzati che formano professionisti richiesti dal mercato del lavoro.

Il nuovo sistema punta a rafforzare il legame tra scuola e impresa, migliorando la formazione nei mestieri e potenziando l’attuale alternanza scuola-lavoro (PCTO), che potrebbe essere ridenominata per renderla più chiara alle famiglie.

Il sostegno delle imprese

L’iniziativa è stata accolta con favore dal mondo imprenditoriale. Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo, ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di giovani preparati che portino innovazione nelle aziende. Il 4+2 è una strada su cui investire”.

Innovazione e internazionalizzazione

La riforma prevede anche un forte investimento in laboratori avanzati e collaborazioni internazionali, per garantire un’offerta formativa sempre più in linea con le evoluzioni tecnologiche e le esigenze dei diversi settori industriali.

Con questo nuovo approccio, il Ministero dell’Istruzione punta a ridurre il mismatch tra scuola e lavoro, offrendo ai giovani maggiori opportunità occupazionali e alle imprese le competenze necessarie per crescere e innovare.

Redazione

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