Otto ore di sciopero generale: mobilitazione per la pace
Venerdì 3 ottobre, a Bergamo, la Cgil ha indetto uno sciopero generale di otto ore che coinvolge tutti i settori pubblici e privati, come segno di protesta e sostegno alla Global Sumud Flotilla, bloccata nei giorni scorsi dalla marina israeliana al largo della Striscia di Gaza. La manifestazione principale è prevista alle ore 10 in piazza Matteotti, nel centro cittadino. La partecipazione si annuncia ampia: oltre ai sindacati, hanno già comunicato la loro adesione numerose realtà associative e politiche locali.
Chi partecipa: associazioni, partiti e movimenti a sostegno della causa palestinese
Numerosi gruppi locali hanno confermato la loro presenza in piazza Matteotti. Tra questi figurano Acli Bergamo, Rete pace e disarmo Bergamo, Pd Bergamo, Giovani Democratici Bergamo, Avs Bergamo, Anpi Bergamo, Arci Bergamo, Auser Bergamo, Sunia e Federconsumatori. Il segretario della Cgil Bergamo, Marco Toscano, ha dichiarato: «Pace e giustizia sociale sono da sempre intrecciate, ed è per questo che saremo in piazza». Durante la giornata saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili, come previsto dalla normativa sugli scioperi.
Traffico a rischio e centro cittadino presidiato: disagi previsti fin dal mattino
Le autorità cittadine invitano a prestare attenzione agli spostamenti nell’area del centro di Bergamo, dove già dalla prima mattina potrebbero registrarsi rallentamenti e deviazioni del traffico. Il presidio in piazza Matteotti inizia ufficialmente alle ore 10, ma l’afflusso di manifestanti è atteso fin dalle 9, con un picco nelle ore centrali della giornata. Le forze dell’ordine sono chiamate a presidiare l’area per garantire lo svolgimento pacifico dell’evento e gestire la viabilità.
Momento di preghiera alle 13.30: Acli e cittadini alla Chiesa delle Grazie
Un momento di raccoglimento si terrà alle 13:30 di venerdì 3 ottobre presso la Chiesa delle Grazie in viale Papa Giovanni XXIII, grazie all’organizzazione delle Acli di Bergamo. Il presidente, Roberto Cesa, ha invitato tutti a partecipare a questo momento non violento, spiegando: «Con il groppo ancora in gola e la vicinanza alle famiglie dell’equipaggio della Flotilla, ci ritroviamo per un presidio nel segno della preghiera».
Cesa ha inoltre sottolineato l’importanza del dialogo tra diversi strumenti di espressione: «Prese di posizione ufficiali, condivisioni informali, diplomazia e preghiera devono coesistere e rappresentare un’unica invocazione di pace». Durante l’incontro verranno letti testi di credenti e non credenti, uomini e donne che hanno tracciato il cammino della non violenza. Il presidente ha infine ringraziato la parrocchia delle Grazie per aver accolto con disponibilità l’iniziativa.
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