A Cividate al Piano il degrado si concentra attorno alla stazione ferroviaria, tra binari, ex caselli e zone verdi trasformate in aree di spaccio e bivacco. Una situazione che si trascina da anni e che, negli ultimi giorni, è tornata prepotentemente al centro del dibattito pubblico, dopo la morte di un giovane marocchino di 24 anni annegato nel fiume Oglio mentre fuggiva alla vista dei carabinieri.
Il cuore del problema resta l’area della stazione Cividate-Calcio, in posizione isolata rispetto al centro abitato, dove si trovano tre punti critici:
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il cosiddetto “boschetto dello spaccio”, vicino al parcheggio sud,
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l’ex casello ferroviario, divenuto rifugio di fortuna,
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e il sottopasso del ponte ferroviario, dove si sono insediati accampamenti abusivi.
Le forze dell’ordine sono intervenute più volte, murando gli accessi all’ex casello e sgomberando l’area sotto il ponte. Ma la situazione torna ciclicamente al punto di partenza: gli spacciatori si riaffacciano, i bivacchi si riformano e il traffico di droga prosegue indisturbato lungo i binari.
Il sindaco Gianni Forlani ha affrontato il tema con fermezza ma anche con un invito alla responsabilità collettiva. «Abbiamo messo in campo tanti controlli, ma non basta. È anche un problema culturale ed educativo: finché ci sarà domanda di droga, lo spaccio continuerà. Serve un lavoro di prevenzione tra i giovani», ha dichiarato.
Rivolgendosi in particolare alle comunità straniere presenti sul territorio, Forlani ha lanciato un appello a farsi promotrici di percorsi di legalità e integrazione. «Noi siamo aperti al dialogo, ma chiediamo rispetto delle leggi italiane. Aiutate chi arriva a conoscere le regole e i canali di regolarizzazione», ha aggiunto, riferendosi in particolare alle comunità marocchina e indiana, le più numerose in paese.
Le dichiarazioni del sindaco hanno suscitato reazioni contrastanti. Sui social, alcuni cittadini hanno accusato il Comune di non fare abbastanza per garantire la sicurezza, ma Forlani ha replicato: «Non possiamo mettere 30 agenti a presidiare ogni angolo. Serve la collaborazione di tutti.»
Videosorveglianza in arrivo
Tra le misure concrete annunciate, il Comune ha comunicato l’imminente attivazione di un sistema di videosorveglianza nella zona stazione. Si tratta di 17 telecamere, fornite da Rfi (Rete ferroviaria italiana) in base a una convenzione sottoscritta nel 2019. Il Comune provvederà ora all’installazione, con l’obiettivo di monitorare costantemente l’area del parcheggio e scoraggiare attività illecite.
L’intervento, atteso da tempo, rappresenta un primo passo per ripristinare legalità e sicurezza in una delle aree più critiche del territorio comunale. Ma l’amministrazione è consapevole che la repressione da sola non può bastare.
«Se i ragazzi diventano clienti degli spacciatori, il problema non finirà mai. Serve educazione, informazione, prevenzione», conclude Forlani.
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