Il problema delle case inutilizzate a Bergamo
Recentemente, il Comune di Bergamo ha reso noti i dati relativi al patrimonio immobiliare non utilizzato nella città. Secondo il censimento condotto, sono 11.763 le unità abitative vuote su un totale di 70.366, pari al 14% del totale. Di queste, 4.149 sono già dotate di allacciamenti necessari, come energia elettrica e gas, e possono quindi essere immediatamente abitate. Tuttavia, una parte significativa degli alloggi inutilizzati, pari a 6.164 unità, necessiterebbe di interventi per essere messa di nuovo sul mercato. In questi casi, infatti, si parla di appartamenti che, pur essendo registrati al catasto, non sono pronti per essere affittati senza adeguati lavori di ristrutturazione.
La nascita dell’agenzia “Abito Bergamo”
Per affrontare questa situazione, il Comune di Bergamo ha deciso di rilanciare l’agenzia «Abito Bergamo», creata nel 2017 per promuovere l’incontro tra domanda e offerta nel settore abitativo. In collaborazione con Fondazione Casa Amica e Acli Bergamo, l’amministrazione ha lanciato una nuova fase della progettazione, con l’obiettivo di migliorare le politiche abitative della città. L’agenzia, che sarà gestita dalla Fondazione Casa Amica fino al 2030, avrà il compito di favorire il ritorno delle case vuote sul mercato, in particolare mediante il canone concordato, che consente ai proprietari di beneficiare di vantaggi fiscali.
Il rilancio dell’agenzia e l’importanza dell’affitto calmierato
Il concetto che guida il rilancio dell’agenzia «Abito Bergamo» è il desiderio di «rendere mobile ciò che è immobile». Questo approccio si rivolge a una pluralità di cause che contribuiscono al fenomeno delle case sfitte, tra cui la difficoltà di trovare inquilini affidabili o il timore di esperienze negative con morosità. L’assessore alle Politiche della Casa del Comune, Claudia Lenzini, ha sottolineato come il nuovo progetto sia focalizzato sull’analisi delle necessità abitative della città e sull’incontro tra domanda e offerta, utilizzando anche strumenti digitali come un database delle esigenze abitative.
L’equipe multidisciplinare di Fondazione Casa Amica
La Fondazione Casa Amica ha messo a disposizione una squadra di esperti che lavorerà fianco a fianco con il Comune. L’équipe sarà composta da giuristi, esperti di welfare, e operatori amministrativi, in grado di offrire supporto a chi cerca una soluzione abitativa, non solo dal punto di vista pratico ma anche da quello legale e sociale. Secondo Fausto Gritti, direttore di Fondazione Casa Amica, l’iniziativa ha il potenziale di dare nuova vitalità alla città senza consumare nuovo suolo. Il 14% di abitazioni vuote, infatti, rappresenta una risorsa che, se correttamente gestita, può dare risposta all’emergenza abitativa, riducendo al contempo le disuguaglianze sociali.
Il ruolo di Acli Bergamo nella comunicazione sociale
Un aspetto cruciale del progetto è la comunicazione, e in questo contesto Acli Bergamo svolgerà un ruolo fondamentale. Come sottolineato da Dario Acquaroli, responsabile per l’abitare di Acli Bergamo, l’obiettivo è quello di “ricostruire il patto sociale tra inquilini e proprietari”, un compito che non si limita alla diffusione di informazioni ma che passa attraverso una rete di supporto basata sulla solidarietà e il volontariato. Il coinvolgimento delle parrocchie e dei circoli locali, secondo Acquaroli, sarà decisivo per sensibilizzare i cittadini e favorire una partecipazione attiva al progetto.
L’evoluzione del mercato abitativo a Bergamo
Nel corso degli anni, il mercato immobiliare a Bergamo è cambiato in modo significativo. Se in passato, giovani coppie e famiglie trovavano più facilmente una sistemazione, oggi la domanda è più complessa e non sempre il mercato riesce a rispondere adeguatamente. L’introduzione di «Abito Bergamo» si inserisce in un contesto che ha visto una riduzione delle pratiche legate ai contributi Covid, passando da 1.500 pratiche all’anno nel biennio 2020-2022 a solo 600 nel 2025, a cui si aggiungono circa 200 consulenze telefoniche. Le richieste di abitazioni, tuttavia, rimangono elevate, e il nuovo sportello mira ad analizzare i fenomeni emergenti, offrendo soluzioni per le famiglie che faticano a trovare casa.
Le sfide future per la politica della casa
Il Comune di Bergamo e Fondazione Casa Amica sono consapevoli che la situazione rimane delicata e che l’emergenza abitativa non può essere affrontata con soluzioni temporanee. La gestione della domanda, la tutela delle persone vulnerabili e il miglioramento dell’offerta abitativa sono temi fondamentali per la crescita della città. Le politiche future dovranno tener conto delle evoluzioni del mercato, rispondendo con soluzioni innovative e sostenibili, mirando anche al miglioramento della qualità della vita per i cittadini.
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