Giovane arrestato a Treviglio con 4 chili di hashish: il racconto di un debito con i pusher

Un 25enne agnadellese deve 1.200 euro agli spacciatori di Telegram: costretto a trasportare droga

In un episodio singolare e inquietante, un 25enne di Agnadello è stato arrestato a Treviglio mentre trasportava quattro chili di hashish. Il giovane ha spiegato in aula di essere stato costretto a fare da corriere per ripagare un debito di droga contratto con alcuni spacciatori su Telegram.

Il giovane, senza un’occupazione stabile e impiegato saltuariamente come tappezziere nell’azienda della madre, ha raccontato durante l’interrogatorio che la sua intenzione non era quella di fare da corriere della droga. Tuttavia, gli spacciatori, a cui doveva 1.200 euro, lo avrebbero costretto a effettuare il trasporto.

Il debito di droga online

Il ragazzo ha sviluppato una dipendenza da marijuana e hashish, acquistando la droga su Telegram. Questa piattaforma è diventata popolare tra i pusher per vendere sostanze illegali grazie alla sua presunta sicurezza e anonimato. Tuttavia, quando non è più stato in grado di pagare, i trafficanti gli hanno proposto un’alternativa: pagare il debito o fare da corriere per loro.

Gli spacciatori: «Paga o fai da corriere»

Durante l’ultimo incontro, il giovane è stato avvicinato da due uomini dalla carnagione scura, che gli hanno chiesto di saldare immediatamente il debito o di trasportare una partita di droga. Non avendo il denaro, ha accettato la seconda opzione.

Gli spacciatori gli hanno dato istruzioni di recarsi in Piazza Cameroni, lasciare aperto il bagagliaio dell’auto e allontanarsi per dieci minuti. Tornato alla macchina, ha trovato scatoloni contenenti hashish e un cellulare con ulteriori istruzioni su dove consegnare la droga.

L’arresto e il processo

Partito per effettuare la consegna, il giovane è stato fermato dalla polizia dopo un sorpasso azzardato. Gli agenti, insospettiti dal forte odore di stupefacente, hanno scoperto l’hashish nel bagagliaio e lo hanno arrestato. Convalidato l’arresto e imposto l’obbligo di firma quotidiano.

Durante il processo, l’imputato ha ammesso di essere consapevole di ciò che stava facendo ma ha dichiarato di non conoscere l’identità degli spacciatori. Il caso è stato aggiornato al 9 settembre prossimo.

Redazione

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