La vicenda giudiziaria sull’alluvione che colpì Bergamo il 9 settembre 2024 si avvia verso una nuova richiesta di archiviazione sul fronte penale. La Procura ha infatti depositato un’istanza per chiudere il procedimento contro ignoti aperto per il reato di disastro colposo, dopo gli ulteriori accertamenti richiesti dal giudice per le indagini preliminari.
L’inchiesta era stata riaperta dopo che, nel febbraio scorso, il gip Federica Gaudino aveva respinto una prima richiesta di archiviazione, chiedendo ulteriori verifiche su un punto specifico: l’eventuale coinvolgimento del cantiere della linea tranviaria Teb T2 nell’aggravamento dell’esondazione del torrente Tremana.
L’evento meteorologico del settembre 2024 aveva provocato pesanti conseguenze nella zona nord della città. In circa mezz’ora erano caduti oltre 55 millimetri di pioggia, causando la fuoriuscita dei torrenti Morla e Tremana e numerosi allagamenti nelle aree di via Baioni e Maironi da Ponte. I danni complessivi erano stati stimati in oltre 30 milioni di euro.
Dopo la decisione del gip, la Procura ha affidato un nuovo approfondimento tecnico all’architetto Osvaldo Monti, già coinvolto nella precedente consulenza insieme agli esperti Enrico Corinaldesi per gli aspetti idrologico-idraulici e Narno Poli per quelli strutturali.
Gli accertamenti integrativi hanno escluso un collegamento tra i lavori della Teb T2 e le cause dell’alluvione. I tecnici hanno esaminato documenti progettuali, atti di cantiere, simulazioni degli allagamenti e hanno effettuato sopralluoghi con l’impresa incaricata dei lavori.
Secondo la relazione tecnica, l’esondazione sarebbe stata determinata dalla combinazione di diversi elementi: l’intensità delle precipitazioni, un terreno già fortemente impregnato d’acqua a causa delle piogge dei giorni precedenti e l’insufficienza della capacità idraulica del tratto tombinato del torrente Tremana.
Un ruolo importante sarebbe stato inoltre giocato da una criticità strutturale risalente al passato. I tecnici hanno individuato un tratto di circa 45 metri di copertura del corso d’acqua formato da elementi prefabbricati semplicemente appoggiati alle pareti laterali, senza sistemi di ancoraggio. Durante la piena, questa struttura si sarebbe sollevata per effetto della pressione dell’acqua, contribuendo agli effetti dell’esondazione.
La consulenza ha però chiarito che questa situazione non sarebbe riconducibile al cantiere della nuova tranvia. La copertura del torrente risalirebbe infatti agli anni 1957-1958, quindi a molti decenni prima degli interventi Teb. Secondo i periti, i lavori della T2 non avrebbero modificato la struttura, alterato i sistemi di sostegno o provocato la mancanza di ancoraggi originaria.
Gli esperti hanno inoltre escluso che il passaggio dei mezzi di cantiere possa aver causato danni al manufatto esistente.
La Procura ha analizzato anche un secondo possibile profilo di responsabilità, relativo alla mancata verifica preventiva delle condizioni della tombinatura storica. Anche su questo aspetto la conclusione è stata negativa: secondo gli inquirenti, il progetto della tranvia riguardava le interferenze con il torrente ma non prevedeva interventi sulla struttura preesistente, la cui criticità sarebbe emersa soltanto dopo l’alluvione attraverso specifiche ispezioni.
Per la Procura non emergerebbero quindi violazioni di obblighi cautelari né elementi sufficienti per attribuire responsabilità penali a soggetti coinvolti nel cantiere Teb. La richiesta di archiviazione passa ora nuovamente al vaglio del gip, che dovrà decidere se accogliere la posizione della Procura.
Il quadro resta invece differente sul piano civile. Una consulenza tecnica disposta dal tribunale nell’ambito della causa promossa dai residenti del condominio di via del Guerino 3 aveva infatti raggiunto conclusioni diverse.
Secondo il consulente nominato in sede civile, l’evento atmosferico non avrebbe avuto caratteristiche tali da essere considerato eccezionale in senso assoluto, con un tempo di ritorno stimato intorno ai 50 anni. La relazione aveva inoltre individuato possibili responsabilità sia del Comune di Bergamo sia della Teb, rispettivamente per il 75% e per il 25%.
Nel procedimento civile erano state evidenziate, tra gli altri aspetti, possibili carenze nella gestione della manutenzione del torrente e alcune criticità legate alle misure di sicurezza idraulica del cantiere tranviario.
Le due valutazioni seguono però percorsi differenti: il procedimento penale mira ad accertare eventuali responsabilità individuali, mentre quello civile riguarda il risarcimento dei danni e la distribuzione delle responsabilità tra le parti coinvolte.
La decisione finale sulla richiesta di archiviazione penale spetterà ora al giudice per le indagini preliminari, mentre sul fronte civile i residenti dovranno valutare se procedere con una causa vera e propria sulla base degli elementi raccolti.
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