L’Università di Bergamo lancia un’innovativa iniziativa sull’educazione finanziaria: “Diventerà uno dei pilastri formativi della nostra istituzione”.
Durante l‘evento, gli esperti Mattia Roncelli e Stefano Sbarra, professionisti finanziari affiliati a Fideuram, hanno introdotto il concetto di inflazione, evidenziando le sfide che i piccoli investitori, in particolare i giovani, affrontano a causa delle fluttuazioni dei tassi inflattivi. L’aula Galeotti, il 18 ottobre, era gremita di studenti delle facoltà di Economia, ansiosi di comprendere come proteggere i propri risparmi in un’era di inflazione crescente.
Rosella Giacometti, responsabile della Scuola di Economia e Management di UniBg, e Giovanna Zanotti, capo del Dipartimento di Scienze Aziendali, hanno sottolineato l’importanza di educare non solo gli studenti, ma anche il pubblico esterno, sulle dinamiche finanziarie. L’iniziativa è stata lanciata durante il “Mese dell’educazione finanziaria”, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per affrontare la tematica dell’inflazione, un argomento sempre più centrale nella nostra società.
Durante il seminario, Roncelli e Sbarra hanno discusso dei principali eventi economici recenti, dall’implosione della Lehman Brothers nel 2008, fino alla recente ondata inflattiva innescata dagli eventi geopolitici del 2022. Quest’ultima ha portato tassi di inflazione nel mondo occidentale vicini al 10%, livelli che non si vedevano da decenni.
L’Italia, in particolare, ha registrato un aumento dell’inflazione del 12% l’anno scorso, richiamando i tassi visti tra gli anni ’70 e ’80. Ma perché focalizzarsi sull’educazione finanziaria? Stefano Sbarra menziona uno studio dell’OCSE del 2020, che ha evidenziato una carenza di conoscenze finanziarie in Italia. Su 26 paesi esaminati, l’Italia si classificava al 25° posto. Per colmare questa lacuna, nel 2023, i due esperti hanno lanciato “L’economia per tutti”, un programma diffuso in diverse città, culminato con questo seminario presso l’Università di Bergamo.
Il punto di partenza è l’inflazione, un tema che incide sulla vita quotidiana di tutti. Come esempio, è stata menzionata la “shrinkflation”, una tattica adottata dai dettaglianti per ridurre le dimensioni del prodotto, mantenendo lo stesso prezzo, mascherando così aumenti effettivi. Roncelli sottolinea come ciò rappresenti, in termini matematici, un incremento del costo del 15%.
Ai futuri laureati in economia, i consulenti suggeriscono di considerare i “Piani di accumulo” come strategia a lungo termine, investendo periodicamente per diversi anni. Questo metodo, dimostrano, può offrire un rendimento del 7% su un periodo di cinque anni.
Sbarra e Roncelli evidenziano anche come tali piani possano aiutare a limitare le decisioni emotive nell’investimento, offrendo una strategia di risparmio coerente e a lungo termine. Giacometti sottolinea l’importanza di iniziare presto a pensare alle esigenze finanziarie future, considerando tali piani come potenziale componente di una pensione integrativa.
L’Università di Bergamo continuerà su questa strada, con un prossimo incontro il 30 novembre sulle “Crisi d’impresa“, mettendo in evidenza il caso della Sampdoria e le recenti modifiche legislative nella gestione delle crisi aziendali.
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