Nella provincia di Bergamo negli ultimi otto anni sono spariti 10.807 autonomi “classici”, cioè gli artigiani, i piccoli commercianti e gli
agricoltori. Mentre invece, come nel resto d’Italia, crescono le partite Iva delle nuove professioni, quelle ancora senza un albo o un ordine professionale, come i web designer, i social media manager, i formatori, i consulenti agli investimenti, i pubblicitari, i consulenti aziendali, i consulenti informatici, gli utility manager, i sociologi, gli amministratori di condominio.
E poi ci sono coloro che prima svolgevano attività tradizionali da dipendenti, ma che poi, a seguito delle loro aziende, sono stati licenziati ed hanno dovuto aprire una partita Iva.
Tuttavia, rileva l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, al 31 dicembre scorso si contavano 5.045.000 lavoratori indipendenti. E sebbene il numero sia in leggero aumento rispetto a quattro anni fa, va segnalato che rimane ben lontano dai 6,2 milioni che registravamo agli inizi del 2014.
I dati della provincia di Bergamo
In Lombardia negli 8 anni presi a riferimento gli autonomi “classici” sono passati da 669.072 a 579.306, con una perdita di 89.766 attività , pari al 13,4%.
Nella provincia di Bergamo si sono persi 10.807 autonomi “classici”, passando ai 66.384 dell’ultimo anno (-14%).
Delle attività perse, 6.526 sono artigiani (33.542 l’ultimo dato, -16,3)%); 3.862 (-12,1%) commercianti, passati da 32.034 a 28.172; 419 agricoltori (-8,2%).
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