Un allarme per una presunta minaccia bomba ha coinvolto nella giornata di martedì 8 settembre tre stabilimenti Brembo situati nella provincia di Bergamo. Le sedi del Kilometro Rosso, di Curno e di Mapello sono state evacuate in via precauzionale dopo una comunicazione anonima ricevuta dalle autorità, facendo scattare tutte le procedure previste per la gestione di eventuali emergenze.
La Questura di Bergamo ha comunicato nel pomeriggio l’avvio delle verifiche, spiegando che forze dell’ordine e carabinieri erano impegnati nell’analisi della segnalazione per determinarne attendibilità e origine. Successivamente è stato confermato che non era stata rilevata alcuna presenza di materiale esplosivo e che si trattava di un falso allarme.
Controlli negli stabilimenti fino alla sera
Secondo le informazioni raccolte dagli investigatori, l’episodio sarebbe nato da una mail anonima contenente un riferimento a una possibile azione intimidatoria. Il messaggio ha portato le autorità ad attivare immediatamente i protocolli di sicurezza, con l’intervento di personale specializzato.
Presso gli stabilimenti coinvolti sono arrivati gli artificieri e le unità cinofile addestrate alla ricerca di esplosivi. Le verifiche hanno interessato le diverse aree aziendali con l’obiettivo di escludere qualsiasi rischio per lavoratori e strutture.
Gli accertamenti si sono conclusi progressivamente nel corso della serata. Intorno alle 21 la Questura ha comunicato il termine delle operazioni presso le sedi del Kilometro Rosso e di Mapello, senza che fossero emersi elementi sospetti. Poco prima delle 22 è arrivata la conferma anche per lo stabilimento di Curno.
L’evacuazione dei dipendenti
Nel pomeriggio numerosi lavoratori presenti nei tre siti produttivi hanno dovuto interrompere le attività e lasciare gli edifici. L’evacuazione è avvenuta seguendo le procedure interne di sicurezza e senza creare situazioni di particolare tensione.
Un dipendente ha raccontato che la gestione dell’emergenza si è svolta con ordine: ai lavoratori è stato chiesto di uscire dagli stabilimenti, senza però ricevere inizialmente informazioni dettagliate sulle motivazioni dell’intervento. La presenza di più sedi coinvolte ha fatto comprendere ai dipendenti che la segnalazione riguardava l’intera azienda e non un singolo impianto.
Al termine delle operazioni, il personale ha ricevuto una comunicazione interna con la conferma della risoluzione dell’emergenza e della possibilità di tornare regolarmente al lavoro il giorno successivo.
La posizione ufficiale di Brembo
L’azienda bergamasca ha diffuso una nota nel corso della giornata per spiegare le misure adottate dopo la segnalazione ricevuta dalle autorità.
Brembo ha dichiarato di aver attivato immediatamente tutte le procedure di sicurezza previste, disponendo l’uscita ordinata dei dipendenti presenti negli stabilimenti interessati. La società ha sottolineato che la tutela delle persone rappresenta la priorità assoluta e che tutte le attività sono state svolte in collaborazione con le forze dell’ordine.
L’azienda ha inoltre confermato il proprio supporto alle autorità impegnate negli accertamenti, necessari per chiarire ogni aspetto della vicenda.
L’episodio si è quindi concluso senza conseguenze e senza alcun ritrovamento che potesse confermare la minaccia contenuta nella comunicazione anonima. Resta ora l’attenzione degli investigatori sull’origine della mail che ha provocato l’attivazione delle misure di sicurezza negli stabilimenti Brembo.
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