Alluvione a Bergamo, aziende agricole ancora in attesa dei ristori

A due anni dall’esondazione del Morla, il vivaio Ghezzi e altre tre imprese colpite dal maltempo non hanno ancora ricevuto i contributi regionali già riconosciuti

Sono trascorsi due anni dall’alluvione che il 9 settembre 2024 colpì diverse zone della provincia di Bergamo, ma per alcune aziende agricole danneggiate dal maltempo l’emergenza non è ancora completamente superata. I contributi promessi da Regione Lombardia risultano infatti ancora bloccati, nonostante i decreti di concessione siano già stati approvati.

Tra le attività coinvolte ci sono i Vivai Ghezzi di Valtesse, devastati dall’esondazione del torrente Morla, e altre tre realtà agricole bergamasche che hanno subito pesanti conseguenze durante le ondate di maltempo dell’autunno 2024.

I danni dell’esondazione del Morla

La notte del 9 settembre 2024 l’acqua invase rapidamente il vivaio bergamasco. In pochi minuti il magazzino dell’attività venne sommerso, mentre fango e detriti danneggiarono strutture, macchinari, piante, fiori e materiali destinati al settore del giardinaggio.

Il valore complessivo dei danni stimati dai titolari si aggirava tra i 350 e i 400 mila euro, una cifra che ha messo a dura prova la continuità dell’attività.

Dopo l’alluvione il Comune aveva assegnato al vivaio un primo contributo da 10 mila euro, considerato però solo una piccola parte rispetto alle perdite subite. Successivamente era arrivato anche un sostegno regionale di circa 70 mila euro, destinato a coprire una quota dei danni dichiarati.

Il problema è che, nonostante il riconoscimento formale dell’aiuto, il pagamento non è ancora stato accreditato all’azienda dopo due anni dall’evento calamitoso.

Quattro imprese attendono ancora i finanziamenti

La situazione dei Vivai Ghezzi non rappresenta un caso isolato. Anche altre tre aziende agricole bergamasche interessate dagli stessi episodi di maltempo si trovano nella medesima condizione: il contributo è stato assegnato, ma manca ancora il completamento delle procedure amministrative necessarie per procedere con l’erogazione.

Tra queste figura l’Agriturismo Ai Fontanì di Casnigo, che aveva ricevuto il riconoscimento di un sostegno economico vicino ai 130 mila euro a fronte di oltre 160 mila euro di danni dichiarati.

I titolari Alessandro Zilioli e Daniela Cominelli spiegano di non aver ancora ricevuto alcun pagamento e di aver dovuto sostenere autonomamente i costi per ripristinare le condizioni necessarie alla prosecuzione dell’attività. La frana della strada privata di accesso all’agriturismo aveva infatti reso indispensabili interventi immediati.

Secondo le ultime indicazioni della Regione, l’erogazione dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, ma l’importo effettivamente destinato all’azienda è stato ridotto rispetto alla cifra inizialmente prevista, fermandosi a circa 80 mila euro.

Regione: fondi in arrivo dopo il passaggio di bilancio

Sul ritardo dei pagamenti è intervenuto Alberto Mazzoleni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Agricoltura. Secondo quanto dichiarato, il rallentamento sarebbe legato alla necessità di aggiornare le disponibilità nei capitoli di bilancio dedicati.

La Regione ha confermato l’impegno a completare l’iter e procedere con l’erogazione delle somme spettanti alle imprese colpite.

Anche il consigliere regionale della Lega Giovanni Malanchini ha evidenziato la necessità di rendere più rapidi i meccanismi di intervento in caso di calamità. Secondo Malanchini, un maggiore trasferimento di competenze alle Regioni attraverso l’autonomia differenziata potrebbe consentire una gestione più veloce delle emergenze e dei relativi finanziamenti.

L’inchiesta sull’alluvione verso una nuova archiviazione

Parallelamente alla questione dei ristori economici resta aperto anche il capitolo giudiziario legato all’alluvione.

La Procura di Bergamo aveva inizialmente richiesto l’archiviazione dell’indagine per ipotesi di reati colposi, ritenendo l’evento atmosferico di natura eccezionale e non attribuibile a responsabilità penali.

Successivamente, però, il giudice per le indagini preliminari aveva respinto la prima richiesta disponendo ulteriori approfondimenti, in particolare sul cantiere della linea Teb T2 nell’area interessata dall’esondazione del torrente Tremana.

Gli accertamenti erano stati richiesti per verificare se eventuali criticità legate ai lavori potessero aver influito sull’esondazione o sull’entità dei danni provocati.

Dopo l’analisi delle relazioni tecniche raccolte durante gli approfondimenti, il pubblico ministero avrebbe ora presentato una nuova richiesta di archiviazione. La vicenda giudiziaria attende quindi un ulteriore passaggio prima della conclusione definitiva.

Redazione

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