Nel contesto delle indagini riguardanti l’omicidio di Sharon Verzeni, avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 agosto a Terno d’Isola, anche i genitori della vittima sono stati convocati dai carabinieri. Bruno Verzeni e Maria Teresa, rispettivamente padre e madre di Sharon, si sono recati presso il comando provinciale dei carabinieri di Bergamo martedì 20 agosto, intorno alle 14:30, per rispondere alle domande del Nucleo investigativo.
La famiglia Verzeni è stata coinvolta intensamente nelle indagini: il giorno precedente, lunedì, gli inquirenti avevano già interrogato a lungo la sorella Melody, il fratello Cristopher e il cognato Stefano Campana. Gli investigatori, infatti, mantengono aperte tutte le piste, cercando di ricostruire con precisione i dettagli della vita di Sharon, nella speranza di trovare elementi utili per risolvere il caso.
Parallelamente, si attendono con ansia i risultati delle analisi effettuate dal Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) sui reperti raccolti, tra cui i coltelli sequestrati nelle perquisizioni iniziali e i campioni di DNA prelevati a familiari, soccorritori e residenti della zona. Anche le riprese delle numerose telecamere di sorveglianza (ben 54 solo quelle comunali) sono sotto esame; molte delle immagini sono di bassa qualità e richiedono un lavoro di miglioramento grazie alle tecnologie avanzate messe a disposizione dagli esperti del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros).
Tra le varie immagini analizzate, una in particolare suscita l’interesse degli inquirenti: quella di una persona in bicicletta che transita in via Castegnate proprio nei momenti in cui Sharon viene aggredita. Questa persona, se non direttamente collegata al crimine, potrebbe aver visto o sentito qualcosa di cruciale per le indagini. L’appello degli investigatori è chiaro: «Chi sa parli», nella speranza che ulteriori testimonianze possano portare a una svolta decisiva nel caso.
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