Prosegue l’indagine giudiziaria sul drammatico caso di Monia Bortolotti, la 29enne accusata di omicidio volontario aggravato per la morte dei suoi due figli neonati. La Corte d’Assise di Bergamo ha ordinato nuovi accertamenti medico-legali sul decesso del piccolo Mattia Zorzi, avvenuto il 25 ottobre 2022, ritenendo insufficienti le conclusioni della precedente perizia acquisita agli atti.
Durante l’udienza di martedì 15 aprile, i giudici hanno incaricato il dottor Paolo Silvani, rianimatore del reparto di neonatologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, di condurre nuove analisi, con un focus tecnico più adatto alla delicata età del bambino. La precedente relazione medico-legale, redatta dalla dottoressa Yao Chen, è stata giudicata troppo generica e modellata su parametri tipici di pazienti adulti.
Il nuovo incarico prevede l’esame del tracciato registrato dal dispositivo sottocutaneo applicato al neonato durante il ricovero al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, avvenuto tra settembre e ottobre 2022. Il monitoraggio cardiaco del piccolo Mattia sarà oggetto di un’analisi approfondita, in particolare per individuare eventuali episodi di bradicardia, tachicardia o altre anomalie nei giorni precedenti il decesso.
Il dottor Silvani dovrà inoltre valutare le macchie rossastre rinvenute sul torace del neonato durante l’autopsia e stabilire l’entità della compressione toracica subita. Un elemento chiave per comprendere se la morte possa essere riconducibile a un atto volontario, come sostenuto dall’accusa.
Nella prossima udienza è previsto anche l’intervento del medico del 118 che per primo raggiunse l’abitazione della famiglia Zorzi. All’arrivo dei soccorsi, Mattia era già privo di vita. Fu lo stesso medico a contattare il reparto di patologia neonatale, evidenziando il precedente ricovero del neonato e segnalando la necessità di indagini più approfondite, anche alla luce del decesso analogo della sorellina Alice, avvenuto un anno prima.
La piccola Alice, deceduta il 15 novembre 2021 a soli 4 mesi, sarebbe stata soffocata con un cuscino, secondo quanto emerso dalle indagini. Una versione, quella della madre, che parlò inizialmente di un rigurgito, ritenuta poco convincente dagli inquirenti. La riesumazione del corpo della bambina non ha però fornito elementi determinanti a causa del deterioramento del corpicino.
Ancora rinviata, invece, la decisione sulla richiesta di una nuova perizia psichiatrica per Monia Bortolotti, formulata dal pubblico ministero Maria Esposito. I giudici hanno deciso di attendere l’esito dei nuovi accertamenti medico-legali prima di valutare se approfondire ulteriormente la capacità di intendere e di volere della donna al momento dei fatti.
Attualmente, Monia Bortolotti si trova ricoverata presso la Rems di Castiglione delle Stiviere. Di origine indiana, fu adottata in tenera età da una famiglia di Gazzaniga. Arrestata il 4 novembre 2022, è accusata di aver provocato la morte dei suoi due figli nati dalla relazione con Cristian Zorzi, 52 anni. Gli inquirenti ritengono che Mattia sia stato ucciso da un “abbraccio letale”, mentre nel caso di Alice si ipotizza un soffocamento volontario.
Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto di una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica, nel tentativo di distinguere con esattezza tra responsabilità personali, condizioni psicologiche e possibili elementi accidentali.
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