Bassa Bergamasca: spargimento irregolare di letame, due aziende deferite

La polizia locale ha segnalato all’autorità giudiziaria due aziende agricole di Caravaggio per violazioni ambientali legate allo spargimento di reflui zootecnici, in contrasto con le normative regionali

Il nucleo ambientale della polizia locale della Bassa Bergamasca occidentale ha avviato un’operazione di controllo contro le pratiche irregolari di spargimento di letame nei terreni agricoli, deferendo all’autorità giudiziaria due aziende agricole di Caravaggio. L’intervento è stato motivato dal mancato rispetto delle norme previste dal Testo unico ambientale, che regolamenta l’uso dei reflui zootecnici per tutelare suolo e acque superficiali.

Le violazioni accertate

Gli agenti hanno sorpreso gli operatori agricoli intenti a spargere letame in modo difforme rispetto alla normativa vigente. Nello specifico, il letame doveva essere interrato entro 12 ore dall’utilizzazione, ma il termine era stato ampiamente superato, configurando una violazione chiara delle disposizioni regionali.

Inoltre, durante i controlli è emerso che i terreni in questione erano in uso a un agricoltore senza alcun contratto in essere, condizione necessaria per la cessione della superficie destinata allo spargimento. Tali lotti non risultavano inseriti nel Piano di utilizzazione agronomica (PUA), documento che deve essere obbligatoriamente presentato alla Regione per autorizzare le operazioni di spandimento di reflui.

Cumuli di letame maturo su terreni nudi

Ulteriori irregolarità sono state rilevate nella gestione dei cumuli di letame maturo, depositati direttamente sul terreno nudo, senza le precauzioni necessarie per prevenire il rischio di contaminazione. Secondo la normativa, il letame può rimanere sul terreno solo per il tempo strettamente necessario per l’utilizzazione, evitando che il materiale organico resti esposto per periodi prolungati.

Conseguenze e sanzioni

Le due aziende agricole coinvolte sono state deferite all’autorità giudiziaria per violazioni di carattere penale legate alla gestione dei reflui zootecnici. L’azione della polizia locale rientra in un più ampio piano di controlli ambientali sul territorio della pianura bergamasca, volto a contrastare pratiche agricole scorrette che mettono a rischio la qualità del suolo e delle acque.

Il caso evidenzia l’importanza di un monitoraggio costante delle attività agricole e del rispetto delle normative ambientali, soprattutto in un contesto territoriale caratterizzato da un’alta densità di aziende agricole e allevamenti.

Redazione

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