Centri estivi a ostacoli per i figli disabili, il CNDDU sostiene la protesta delle madri

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani: quanto emerso è una chiara violazione dei diritti delle persone con disabilità

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per quanto emerso dalla recente denuncia pubblica di un gruppo di madri della provincia di Bergamo, in merito alle gravi difficoltà che incontrano nell’accesso ai centri estivi per i propri figli con disabilità.

Secondo quanto riportato, la copertura educativa fornita da Comuni e Regione è inadeguata sotto il profilo quantitativo e qualitativo: ore assistenziali estremamente limitate, contributi economici irrisori, mancanza di educatori specializzati e scarsissima continuità con le figure professionali dell’anno scolastico. Tale situazione costringe molte famiglie a sostenere autonomamente spese ingenti o, in alternativa, a rinunciare al lavoro per garantire l’assistenza ai propri figli, con gravi ripercussioni sul piano economico, psicologico e sociale.

“Riteniamo che quanto denunciato – scrive il prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU – rappresenti una chiara violazione dei diritti delle persone con disabilità, sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), ratificata dall’Italia con la Legge n. 18/2009, nonché dall’art. 3 della Costituzione italiana, che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l’eguaglianza tra i cittadini”.

Il CNDDU ribadisce con forza l’importanza della scuola come luogo insostituibile di inclusione, formazione e tutela dei diritti fondamentali. La scuola non è solo un’istituzione educativa, ma rappresenta un presidio sociale che garantisce continuità, accompagnamento e protezione per tutti gli alunni, in particolare per quelli con disabilità. È quindi essenziale che la medesima attenzione educativa venga assicurata anche nel periodo estivo, attraverso servizi integrativi che si pongano in continuità con il lavoro svolto durante l’anno scolastico.

Il CNDDU chiede con urgenza l’istituzione di un fondo nazionale vincolato per garantire la presenza di educatori specializzati all’interno dei centri estivi per minori con disabilità su tutto il territorio nazionale; la revisione delle misure regionali di sostegno (quali la misura B1), affinché siano realmente proporzionate ai bisogni educativi e assistenziali specifici, e aggiornate ai costi effettivi dei servizi; un sistema nazionale di accreditamento dei centri estivi che preveda standard minimi obbligatori in materia di accessibilità, personale formato, rapporto numerico educatore/minori; il monitoraggio annuale dell’effettiva partecipazione dei minori con disabilità ai centri estivi, con pubblicazione dei dati in forma disaggregata a livello regionale e comunale, in ottica di trasparenza e accountability; il coinvolgimento sistematico delle famiglie e delle associazioni nella progettazione e valutazione delle politiche estive inclusive.

Redazione

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