Dopo la sospensione forzata del 2024, le manifestazioni zootecniche della montagna bergamasca tornano a scandire il calendario agricolo con un fitto programma di eventi tra agosto e ottobre. La prima tappa è prevista per giovedì 21 agosto alla Roncola, mentre la conclusione avverrà tra l’11 e il 18 ottobre a Camerata Cornello, con la finale dedicata alla “Regina e Reginette delle Montagne Bergamasche”. Le esposizioni zootecniche non sono solo un momento di incontro tra allevatori, ma rappresentano anche uno strumento strategico per promuovere i prodotti locali, tutelare la biodiversità e contrastare lo spopolamento delle aree montane.
Numerose le località coinvolte nel circuito fieristico: il 13 settembre sarà la volta di Valtorta, seguita da Serina il 24 e Branzi il 27. Dal 27 al 29 settembre i riflettori si accenderanno su Clusone, mentre Dossena accoglierà allevatori e visitatori il 4 ottobre. La due giorni di Vilmaggiore, in programma il 4 e 5 ottobre, vedrà in scena sia la fiera caprina sia quella bovina. Sempre il 5 ottobre, si terrà l’esposizione bovina di Taleggio/Vedeseta. Ogni evento sarà accompagnato da iniziative collaterali, pensate per attrarre pubblico da tutta la provincia e oltre.
Le fiere, che mettono in mostra i migliori capi di allevamento, offrono anche l’opportunità di valorizzare il lavoro quotidiano di centinaia di aziende agricole montane. Secondo i dati diffusi da Coldiretti Bergamo, sono circa 380 le aziende che allevano bovine da latte in montagna, per una produzione complessiva di 485 mila quintali di latte, di cui 430.500 trasformati in formaggio. Gli allevamenti caprini da latte sono 95, con 2.600 capi in lattazione e una produzione di oltre 2.372 tonnellate di latte annue.
Erminia Comencini, direttrice di Coldiretti Bergamo, sottolinea a L’Eco di Bergamo il significato del ritorno delle fiere: «Il loro rientro è un segnale forte per le comunità montane, un’occasione per ribadire quanto la zootecnia sia centrale nella salvaguardia del paesaggio rurale e nella promozione dell’agricoltura sostenibile». Secondo Comencini, questi eventi rappresentano anche un’opportunità concreta per i giovani che scelgono di investire in montagna, contribuendo a mantenere vivo un comparto essenziale per l’economia locale.
Anche Enzo Ferrazzoli, direttore di Confagricoltura Bergamo, ribadisce il valore strategico delle manifestazioni zootecniche: «Sono momenti di confronto, visibilità e promozione per gli allevatori, spesso frutto di un anno di lavoro in condizioni complesse». Ferrazzoli evidenzia come grazie all’impegno degli operatori del settore si mantengano vive tradizioni e si offrano al consumatore prodotti autentici, sani e di alta qualità.
In un momento storico in cui le sfide climatiche, sanitarie ed economiche mettono alla prova l’agricoltura di montagna, le fiere zootecniche si affermano come motore di rilancio e leva di sviluppo per il territorio.
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