Aumentano in Lombardia le aziende segnalate come insolventi dalla Centrale dei rischi. Quelle, cioè, che hanno ottenuto credito e che faticano a rispettare le scadenze della restituzione.
Nella regione – secondo l’elaborazione fatta dall’Ufficio studi della Cgia – le imprese insolventi sono passate in un anno da 17.633 a 17.804 (+1%). Un lieve incremento, che però dimostra l’importanza di non abbassare la guardia di fronte ad un fenomeno che in Italia sta avendo una crescita di un certo rilievo (+3,6% le imprese segnalate in un anno).
Nella provincia di Bergamo i numeri sono leggermente maggiori rispetto a quelli della Lombardia nel suo complesso: le imprese segnalate sono passate da 1.534 a 1.557 in un anno (1,5%).
A livello nazionale l’aumento delle imprese segnalate è stato del3,6%. Un incremento che rischia di favorire fenomeni illegali, come l’usura. Un rischio legato anche alla ripresa della stretta del credito bancario, come evidenzia la Cgia: dal 2011 ad oggi sono crollati i prestiti alle imprese italiane. A fronte dei 1.017 miliardi di euro erogati verso la fine del 2011, si è scesi a poco più di 711 miliardi nel febbraio 2020 (inizio pandemia).
Dopo l’incremento avvenuto durante il periodo Covid che ad agosto 2022 aveva innalzato lo stock erogato a 757,6 miliardi di euro, è ripresa la riduzione e a settembre di quest’anno si è attestata a poco meno di 667 miliardi. In 12 anni, rispetto al picco massimo erogato nel 2011, le
imprese hanno perso 350 miliardi di prestiti bancari, pari al -34,4%.
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