Bergamo: migliora il tasso di insolvenza delle aziende, 130 in meno rispetto al 2023

L'economia bergamasca mostra segnali di ripresa: il numero di imprese in difficoltà è diminuito del 7,8% in controtendenza rispetto al dato nazionale

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Secondo un’indagine della CGIA, il tasso di insolvenza delle imprese a Bergamo ha registrato un netto miglioramento nel corso dell’ultimo anno. Le aziende segnalate come insolventi nella provincia sono passate da 1.665 a 1.535, segnando una riduzione di 130 unità, pari a un calo del 7,8%. Questo dato rappresenta una controtendenza significativa rispetto al livello nazionale, dove invece il numero di aziende in difficoltà è aumentato di 2.600 unità (+2,3%) raggiungendo quota 118.000.

Una performance positiva per Bergamo

La provincia di Bergamo, con il suo 1,3% del totale italiano delle imprese in sofferenza, si posiziona al sesto posto tra le province italiane per miglioramento e al terzo in Lombardia, dietro a Lodi (-10,5%) e Sondrio (-17,9%). Complessivamente, la regione Lombardia ha registrato una flessione dell’1% nel numero di imprese in difficoltà, rappresentando il 15% delle aziende italiane segnalate.

Le realtà economiche più colpite sono artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, spesso segnalati alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia per insolvenze. Una volta entrati nella cosiddetta “black list,” questi operatori economici incontrano difficoltà nell’ottenere finanziamenti, aumentando il rischio di chiusura o di ricorrere a circuiti illegali come l’usura.

Nonostante i segnali positivi, l’allerta resta alta. Le imprese in difficoltà, soprattutto quelle escluse dal credito bancario, sono esposte al rischio dell’usura, fenomeno in crescita in Italia. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha evidenziato come i proventi derivanti dall’usura vengano sempre più frequentemente reinvestiti nel Nord Italia, con la Lombardia tra le principali aree coinvolte.

Questo scenario è aggravato dal fenomeno del credit crunch. Dal 2011 a oggi, i prestiti bancari alle imprese italiane hanno subito un crollo significativo. Dopo un temporaneo incremento durante la pandemia, che nel 2022 aveva portato lo stock dei prestiti a 757,6 miliardi di euro, il dato è sceso a 667 miliardi a settembre 2024, segnando una ripresa della riduzione del credito.

Un quadro complesso ma incoraggiante

Il miglioramento del tasso di insolvenza a Bergamo rappresenta un risultato positivo in un contesto nazionale ancora problematico. Tuttavia, l’accesso al credito rimane una questione centrale per la sostenibilità economica delle piccole e medie imprese, che continuano a costituire il tessuto produttivo predominante del Paese.

Azioni mirate, come politiche di sostegno finanziario e il contrasto alle infiltrazioni illegali, saranno fondamentali per consolidare i segnali di ripresa e proteggere il sistema economico locale.

Redazione

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