Bergamo si ferma a ricordare l’alluvione del 9 settembre 2024, una giornata che ha colpito duramente diversi quartieri della città lasciando segni profondi nella memoria dei cittadini. A dodici mesi di distanza, la sindaca Elena Carnevali ha tracciato un bilancio tra ricordi, solidarietà e nuove priorità politiche.
“Un ricordo doloroso e indelebile”
“Quell’evento resta scolpito nella memoria – ha dichiarato Carnevali a Bergamonews –. C’è chi ha visto l’acqua salire, il fango entrare in casa, perdendo oggetti cari e ricordi, e chi lo ha percepito solo come un temporale violento. È una cicatrice che rimane. Abbiamo conosciuto la forza distruttrice della natura, ma anche la solidarietà della nostra comunità”.
La sindaca ha ricordato l’impegno della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale, degli Alpini e dei tanti volontari che hanno spalato fango e aiutato le famiglie in difficoltà: “Nessuno si è tirato indietro”.
Il fondo di solidarietà
Tra le risposte immediate c’è stata la creazione del “Fondo di solidarietà per l’alluvione del 9 settembre 2024” presso la Fondazione della Comunità Bergamasca. “Il Comune ha stanziato 250 mila euro, attivando un meccanismo di donazioni che ha superato i 910 mila euro grazie al contributo di fondazioni, banche, imprese, diocesi e terzo settore – ha sottolineato Carnevali –. Con queste risorse abbiamo sostenuto famiglie, condomini e attività economiche colpite”.
Le somme residue saranno destinate al recupero del campo sportivo della parrocchia di Sant’Antonio di Valtesse, ancora inutilizzabile dopo l’alluvione: “Non è solo un impianto sportivo, ma un luogo di incontro e crescita per tanti giovani. Restituirlo significa investire nella socialità e nel domani”.
Investimenti e prevenzione
Carnevali ha rimarcato la necessità di affrontare il cambiamento climatico con politiche strutturali: “Serve investire nella mitigazione e nella messa in sicurezza del nostro vivere quotidiano. Abbiamo ridefinito priorità, destinato risorse allo scolmatore della Tremana e programmato interventi sul reticolo idrico per una città più resiliente”.
Due le lezioni principali:
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Chiarezza nelle competenze – “Durante l’emergenza era difficile capire chi dovesse fare cosa. Serve una mappa precisa tra Regione, Comune e Consorzio di bonifica”.
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Collaborazione tra istituzioni – “L’alluvione ha fatto nascere una cooperazione concreta tra Comune, UniAcque, Regione e Consorzio. Non dobbiamo disperderla”.
La sfida del futuro
Per la prima cittadina, il cambiamento climatico non lascia tempo da perdere: “Non possiamo permetterci di dimenticare. La sfida è costruire una città più sicura, solidale e capace di reagire. È nella forza di una comunità unita che troviamo il senso più profondo del nostro agire”.
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