Anche Bergamo segue la strada tracciata da Napoli, Roma e altre grandi città italiane introducendo un nuovo regolamento per disciplinare le strutture ricettive extra-alberghiere: case vacanze, foresterie e alloggi destinati agli affitti turistici brevi. Il testo, composto da 12 articoli, è stato approvato dalla Giunta guidata dalla sindaca Elena Carnevali e punta a garantire standard minimi di qualità, sicurezza e accessibilità nelle zone più fragili dal punto di vista residenziale.
La risposta dell’Abbac – l’associazione dei gestori di B&B, affittacamere e case vacanze – non si è fatta attendere, ed è un vero e proprio affondo.
Abbac: “Misure basate su percezioni sbagliate, rischio effetti devastanti”
«La scelta di Bergamo rischia di avere ripercussioni devastanti», afferma il presidente nazionale Agostino Ingenito.
Secondo l’associazione, il provvedimento si fonda su parametri che fotografano in modo distorto la densità turistica della città e potrebbe generare:
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squilibri nel mercato immobiliare urbano
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ricadute a livello provinciale
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ostacoli alla crescita di un settore considerato strategico
«Si stanno imponendo regole che strangolano un comparto in espansione», prosegue Ingenito.
Cosa prevede il nuovo regolamento
Oltre ai requisiti già stabiliti dalla normativa regionale, il Comune ha introdotto tre nuovi obblighi chiave per aprire o adeguare una struttura extra-alberghiera:
1. Visitabilità
Le case vacanze dovranno garantire l’accesso a una persona in sedia a rotelle alla zona soggiorno e ad almeno un bagno.
2. Parcheggi obbligatori
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1 posto auto per unità abitativa fino a 50 mq
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2 posti auto per strutture oltre i 50 mq
3. Agibilità certificata
Le nuove aperture dovranno disporre di Certificato di agibilità o SCA, con conformità di tutti gli impianti.
Secondo Ingenito, la soluzione non è introdurre vincoli locali, ma lavorare su normative nazionali unitarie che regolamentino le locazioni turistiche evitando “ideologizzazioni sull’overtourism”.
Città Alta e borghi storici al centro della regolazione
Il regolamento si applica alle aree più sensibili della città:
Città Alta, Borgo Canale, Pignolo, Santa Caterina, Sant’Alessandro, San Leonardo e Borgo Palazzo.
Obiettivo dichiarato dell’amministrazione è bilanciare accoglienza e residenzialità.
Dal 2014 al 2024, Bergamo ha registrato una crescita del 152% negli arrivi e del 170% nelle presenze.
«Per accompagnare questo sviluppo servono strumenti adeguati», aveva sottolineato la sindaca Carnevali.
Abbac: “Si migliorino gli standard, non si penalizzino gli operatori”
Ingenito invita Palafrizzoni a cambiare approccio:
«Invece di strangolare il settore, il Comune dovrebbe incentivare l’adozione di standard qualitativi che migliorino l’offerta senza compromettere l’identità dei quartieri storici».
Secondo l’associazione, solo una strategia nazionale condivisa può garantire un turismo sostenibile e responsabile.
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