Il costo del carburante continua a crescere e mette sotto pressione automobilisti, famiglie e imprese. Secondo gli ultimi dati disponibili, il prezzo medio della benzina ha raggiunto circa 2,10 euro al litro, mentre il gasolio si attesta intorno ai 2,21 euro al litro, con valori ancora più elevati lungo la rete autostradale, dove il prezzo può aumentare di circa 9 centesimi.
L’incremento dei listini si riflette direttamente sulla spesa quotidiana degli automobilisti. Per riempire un serbatoio da 50 litri oggi servono mediamente oltre 20 euro in più per la benzina e più di 28 euro aggiuntivi per il diesel rispetto alla fine del 2025.
A dicembre dello scorso anno, infatti, il prezzo della verde era vicino a 1,69 euro al litro, mentre il gasolio si fermava intorno a 1,65 euro. In pochi mesi il divario è aumentato sensibilmente, con rincari che hanno modificato le abitudini di molti consumatori.
Il peso delle accise e delle tensioni internazionali
Alla base della crescita dei prezzi ci sono diversi fattori, dalle dinamiche internazionali del mercato energetico alle scelte fiscali nazionali. Le tensioni geopolitiche e le difficoltà legate agli approvvigionamenti hanno contribuito alla crescita delle quotazioni del petrolio, con conseguenze immediate sui prezzi dei carburanti.
Sul fronte interno ha inciso anche il riassetto delle accise tra benzina e gasolio introdotto nei mesi scorsi, che ha ridotto il vantaggio fiscale tradizionalmente associato al diesel.
Il governo ha inoltre prorogato più volte gli interventi di riduzione temporanea delle accise sul gasolio. L’ultima misura prevede uno sconto di circa 17 centesimi al litro per diesel, biodiesel e Hvo, mentre non riguarda la benzina. Per finanziare il provvedimento sono stati stanziati oltre 100 milioni di euro, portando a più di due miliardi le risorse complessivamente destinate ai tagli avviati nel 2026.
Le difficoltà dei gestori degli impianti
L’aumento dei prezzi non riguarda soltanto chi utilizza l’auto, ma anche chi opera nella distribuzione dei carburanti. I gestori degli impianti segnalano una situazione sempre più complessa, caratterizzata da margini ridotti e costi di gestione in crescita.
Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo e consigliere nazionale Figisc Confcommercio, ha evidenziato le difficoltà economiche del settore, sottolineando come il rialzo dei prezzi abbia modificato profondamente l’equilibrio finanziario delle attività.
Secondo Mora, la conclusione delle misure temporanee di riduzione delle accise potrebbe determinare ulteriori aumenti sul diesel, con il rischio di portare il prezzo medio sulla rete ordinaria verso livelli ancora più elevati.
La preoccupazione dei gestori riguarda anche la sostenibilità futura della rete distributiva: con margini fissi e costi crescenti, alcune attività potrebbero avere difficoltà a mantenere operativo il servizio.
Il caro carburanti sta già influenzando le scelte degli automobilisti. Alcune famiglie stanno riducendo l’utilizzo delle auto più costose da mantenere, soprattutto quelle alimentate a gasolio, privilegiando quando possibile mezzi alternativi o spostamenti meno frequenti.
I consigli per spendere meno
Sul fronte dei consumatori, Adiconsum invita a prestare attenzione alle modalità di rifornimento e alle abitudini di guida per limitare l’impatto dei rincari.
Secondo l’associazione, una prima strategia consiste nel confrontare i prezzi e scegliere con maggiore attenzione il distributore presso cui effettuare il pieno. Utilizzare strumenti di confronto, preferire impianti con prezzi più convenienti e limitare il ricorso alle stazioni autostradali può consentire un risparmio.
Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo, ha spiegato che il caro carburanti nasce dalla combinazione di fattori internazionali e nazionali, con effetti che si trasferiscono anche sul costo dei beni di prima necessità e delle utenze.
L’associazione suggerisce inoltre di intervenire sullo stile di guida. Una conduzione più regolare del veicolo può ridurre i consumi: evitare accelerazioni e frenate improvvise, mantenere velocità moderate, utilizzare correttamente il climatizzatore e inserire rapporti più alti quando possibile sono alcuni accorgimenti utili.
Secondo Adiconsum, una guida più efficiente e una corretta manutenzione dell’auto possono arrivare a ridurre i consumi complessivi fino al 30%.
Anche la manutenzione del mezzo svolge un ruolo importante: un veicolo non efficiente richiede infatti più energia per muoversi e aumenta il consumo di carburante.
Superata la soglia psicologica dei due euro
Per molti consumatori il prezzo della benzina ha già oltrepassato una soglia critica. Secondo Adiconsum, il limite psicologico si colloca intorno ai due euro al litro: quando il costo supera questo livello, aumentano le rinunce a viaggi non indispensabili e diminuiscono altre spese familiari, come acquisti e ristorazione.
Il caro carburanti continua quindi ad avere effetti non solo sulla mobilità, ma anche sui comportamenti economici delle famiglie, mentre operatori e associazioni chiedono interventi strutturali per rendere più stabile il mercato e contenere l’impatto degli aumenti.
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