Le aule scolastiche diventano scenario di un malessere diffuso che non può essere ignorato: tra i giovani bergamaschi si registra un allarmante aumento di casi di “disagio interiore”. Nel cuore della Lombardia, 28 istituti superiori si sono dotati di un prezioso servizio di sportello di ascolto psicologico, che nell’ultimo anno ha supportato 1.059 studenti, testimoniando un impegno costante nell’ascolto e nel sostegno ai problemi interiori di chi siede sui banchi.
Disagio a scuola: dimensione emotiva e familiare
Il report elaborato dall’Ats di Bergamo sottolinea come le difficoltà emotive rappresentino il 40,1% dei problemi portati all’attenzione degli psicologi, evidenziando così la crescente pressione emotiva a cui sono sottoposti i ragazzi. Disturbi legati all’ansia e alla sfera familiare sono tra i più segnalati, mentre un 4,16% degli studenti si confronta con questioni di gravità ancora maggiore, come disturbi alimentari e comportamenti autolesionistici.
Disparità di genere nelle richieste di supporto
L’analisi dimostra differenze significative nelle problematiche affrontate dai ragazzi e dalle ragazze che si avvicinano allo sportello. Mentre queste ultime riportano più frequentemente ansia e disturbi alimentari, i maschi tendono a chiedere aiuto maggiormente per questioni scolastiche e per gestire rabbia e aggressività. Queste statistiche offrono uno spunto di riflessione sulle diverse sfide emotive e comportamentali che i giovani affrontano in base al genere.
Lo psicologo: età e contesto culturale
L’età degli studenti e il loro background culturale influenzano notevolmente la natura delle problematiche. Per gli studenti più giovani, le questioni scolastiche e relazionali prevalgono, mentre gli studenti più anziani mostrano una maggiore inclinazione verso un disagio interiore. In particolare, gli studenti di origine straniera sono più esposti a problematiche familiari e sociali.
Un riferimento anche per gli adulti
Interessante notare come lo sportello di ascolto psicologico sia diventato un punto di riferimento non solo per gli studenti ma anche per 554 adulti, inclusi insegnanti e genitori, che cercano orientamento principalmente per migliorare le relazioni con i giovani o segnalare situazioni di particolare criticità.
Il futuro: accettazione e collaborazione
Concludendo, l’Ats di Bergamo pone l’accento sull’importanza di un approccio integrato e sistemico per il benessere degli studenti, evidenziando la necessità di una collaborazione tra le istituzioni educative e sanitarie. Giuseppe Matozzo, direttore sociosanitario dell’Ats, enfatizza l’essenzialità di un lavoro di rete delle “Scuole che promuovono salute” e la valenza sociale dello psicologo scolastico, una figura chiave che non deve essere avvolta da tabù ma vista come un fondamentale punto di collegamento tra gli studenti e il loro contesto di vita quotidiano.
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