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Un nuovo approccio al disagio psichico nelle carceri

Il supporto al disagio psichico proposto al di fuori delle case circondariali: un detenuto su cinque in via Gleno ne soffre

Nel carcere di via Gleno a Bergamo un detenuto su cinque vive un disagio psichico significativo, una percentuale che riflette una problematica più ampia nel sistema carcerario e sanitario italiano. Valentina Lanfranchi, garante dei detenuti di Bergamo, sottolinea l’urgenza di un cambiamento nell’approccio al trattamento del problema, proponendo soluzioni alternative alla detenzione per chi necessita di supporto psichiatrico specifico.

Disagio psichico in via Gleno: la situazione

Nel dettaglio, la casa circondariale di Bergamo registra che quasi il 20% dei suoi detenuti, ovvero oltre un centinaio su 559 reclusi al 31 gennaio 2024, soffre di problemi psichici. Questa condizione è aggravata dal sovraffollamento e dalla mancanza di personale sanitario adeguato, problemi comuni in molte strutture carcerarie italiane. L’inizio dell’anno ha visto un picco preoccupante di suicidi nelle carceri del paese, con 19 casi registrati tra gennaio e metà febbraio, il numero più alto da quando sono disponibili dati dettagliati.

Criticità e soluzioni proposte

Lanfranchi evidenzia che il sovraffollamento carcerario e la carenza di personale non solo mettono a dura prova i detenuti, ma anche gli operatori e la Polizia Penitenziaria, che si trovano a gestire situazioni estremamente complesse con risorse limitate. La soluzione, secondo Lanfranchi, non risiede nella costruzione di nuove prigioni, ma nell’evitare l’incarcerazione di chi dovrebbe essere assistito in strutture dedicate al trattamento del disagio psichico.

Innovazioni e sviluppi futuri

In risposta a questa esigenza, Regione Lombardia sta lavorando alla realizzazione di una nuova Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) a Limbiate, prevista per il 2025, con 40 posti previsti. Questo progetto si inserisce nel contesto della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) nel 2015 e mira a fornire una risposta adeguata alle necessità dei detenuti con disturbi mentali.

Finanziamenti e risorse

Le “Linee di programmazione 2024” della giunta regionale, proposte dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, includono l’allocazione di risorse economiche specifiche per il potenziamento dell’assistenza ai pazienti psichiatrici autori di reato. Vengono previsti fino a 1,1 milioni di euro per l’implementazione dei posti nella Sliev, il Centro Psichiatrico Forese, a Gonzaga, e fino a 2,01 milioni di euro per lo sviluppo di comunità ad alta assistenza.

Verso un cambiamento necessario

La situazione del carcere di via Gleno a Bergamo mette in luce l’urgente necessità di un ripensamento dell’approccio al disagio psichico all’interno del sistema carcerario italiano. L’impegno della Regione Lombardia nella realizzazione di strutture dedicate e nell’allocazione di risorse finanziarie specifiche rappresenta un passo importante verso una gestione più umana e efficace di questa problematica, con l’obiettivo di garantire un supporto adeguato a chi soffre di disturbi mentali, evitando soluzioni punitive non adeguate alle loro condizioni.

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