A Bergamo 8 papà su 10 utilizzano il congedo per badare ai figli

Insieme a Lecco è tra le province italiane con la percentuale più alta secondo un'elaborazione di Save the Children

paternità

In provincia di Bergamo, nell’ultimo anno, 8 padri su 10 hanno usufruito del congedo di paternità. Un dato che pone la provincia di Bergamo (81% come in quella di Lecco) ai primi posti in Italia, proceduta solo da Treviso (82%), Vicenza (83%) e Pordenone (85%). L’elaborazione di Save the Children sui nuovi dati Inps mostra in generale in Lombardia e nel Nord un nuovo approccio delle coppie con figli, in un’Italia dove però sono ancora principalmente le donne a dover o a voler rinunciare al lavoro.

Permane un forte squilibro di genere tra i due genitori nella cura dei figli, ma i dati mostrano che la percentuale di padri che usufruisce del congedo di paternità si è più che triplicata fra il 2013 e il 2021. Nell’ultimo anno, infatti, poco meno di 1 padre su 5 ne ha usufruito (pari al 19,25%), cioè 51.745 padri, mentre, mentre nel 2022, sono stati più di 3 su 5 (pari al 64,02%), cioè 172.797 padri, con poche differenze a seconda che si tratti di genitori del primo (65,88%), secondo o successivo figlio (62,08%).

Alla sua introduzione, nel 2012 il congedo di paternità prevedeva un solo giorno obbligatorio e due facoltativi, mentre oggi garantisce 10 giorni obbligatori e uno facoltativo ai neopapà ed è fruibile tra i due mesi precedenti e i 5 successivi al parto.

In Lombardia, dopo Bergamo e Lecco (81%), le province con la percentuale più alta di ricorso al congedo parentale sono Monza e Brianza (79%), Cremona (78%), Como (77%), Varese e Lodi (76%), Brescia e Mantova (74%), Milano e Pavia (73%), Sondrio (72%).

In Italia, ad utilizzare maggiormente il congedo sono gli uomini nelle fasce d’età comprese fra i 30 e i 39 anni (65,4%) e fra i 40 e i 49 (65,6%). Inoltre, è più probabile che il padre usufruisca del congedo di paternità se lavora in aziende medio-grandi. Fra quelle con oltre 100 dipendenti, infatti, l’utilizzo è pari al 77%, mentre scende al 67,8% in quelle che hanno fra i 51 e i 100 dipendenti, al 60% fra quelle che hanno fra i 16 e i 50 dipendenti, fino ad arrivare al 45,2% nelle aziende con 15 dipendenti o meno. Eppure, è proprio in questa ultima tipologia di azienda che si è registrato l’aumento maggiore nell’utilizzo del congedo di paternità tra il 2021 e il 2022 (più 8,7%).

Redazione

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