Via Moroni a Bergamo, la sfida contro “The Wall”

La mobilità urbana al centro di una petizione contro le barriere fonoassorbenti

bergamo città alta

In un quartiere di Bergamo, la questione della mobilità e dell’accessibilità sta sollevando non poche preoccupazioni tra i residenti. Il consigliere comunale della Lega, Enrico Facoetti, ha dato voce a queste preoccupazioni, raccogliendo 505 firme contro il progetto “The Wall”, proposto da RFI per l’eliminazione di un passaggio a livello in via Moroni. Questo progetto prevede l’installazione di barriere fonoassorbenti alte fino a 6 metri, che rischiano di dividere il quartiere in due e di sovraccaricare altre vie con il traffico veicolare.

Il progetto e le sue implicazioni

La proposta originale dell’amministrazione comunale era quella di realizzare un sottopasso carrale mono-direzionale, una soluzione però ritenuta tecnicamente non fattibile. Di fronte a questa bocciatura, l’alternativa presentata prevede la chiusura totale della via, lasciando come unica opzione un sottopasso ciclopedonale. Tale soluzione solleva seri dubbi in termini di sicurezza e praticità, soprattutto considerando i rischi legati alle bombe d’acqua.

La reazione dei residenti e le dichiarazioni istituzionali

La raccolta firme promossa da Facoetti testimonia l’importanza di questa questione per i residenti di via Moroni e delle vie limitrofe. La petizione, che verrà consegnata all’amministrazione comunale, chiede esplicitamente di riconsiderare il progetto attuale, al fine di mantenere aperto il passaggio carrale e garantire la viabilità locale.

Dall’altra parte, l’assessore alla Mobilità, Stefano Zenoni, pur mostrando apertura verso le preoccupazioni cittadine, sottolinea le difficoltà tecniche e burocratiche incontrate. La possibilità di modificare il progetto appare limitata, ma l’invio delle firme a enti superiori come la Regione Lombardia o direttamente al Governo potrebbe aprire a nuovi scenari.

Analisi e considerazioni

L’introduzione di “The Wall” solleva questioni fondamentali riguardanti non solo la mobilità urbana ma anche il diritto alla città e alla coesione sociale di una comunità. Il dibattito in corso evidenzia la necessità di trovare soluzioni che coniughino le esigenze di modernizzazione infrastrutturale con quelle di accessibilità e vivibilità degli spazi urbani.

In questo contesto, la risposta dell’amministrazione e delle autorità competenti sarà cruciale per determinare il futuro di via Moroni e del suo tessuto sociale ed urbano. La sfida è quella di garantire una mobilità sostenibile e inclusiva, senza sacrificare la connettività e la coesione di interi quartieri.

Redazione

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