Stretta del credito alle imprese e rischio di infiltrazioni mafiose, così la situazione in Lombardia

A Bergamo nell'ultimo anno i prestiti alle aziende private sono calati del 5%, in linea con il dato nazionale. Dato stabile a Milano, Lodi addirittura in crescita, mentre a Varese e Sondrio la contrazione è stata tra le più alte d'Italia

soldi

Ad aprile, rispetto allo stesso mese di un anno fa, le imprese lombarde hanno ricevuto oltre 5 mila milioni di prestiti in meno, al netto delle sofferenze e dei pronto contro termine. Un calo del 2,5% su base annua che è al di sotto della media nazionale. Solo nel Lazio si registra un calo minore. Con dati comunque ben lontani dalla flessione che si registra nel Triveneto, superiore al 10%.

Un calo rutto sommato fisiologico, considerando la diminuzione della domanda di credito da parte delle imprese, l’elevato costo del denaro che porta a rimandare gli investimenti, anche in attesa delle agevolazioni previste dalla nuova transizione 5.0. Un calo che però può favorire il ricorso a richieste di denaro alla criminalità e quindi l’infiltrazione di associazioni mafiose, che negli ultimi 25 anni sono aumentate nel Nord Italia e in Lombardia.

Ecco perché la Cgia di Mestre, nella sua indagine, mette in correlazione la dinamica della stretta sul credito con il rischio di infiltrazioni mafiose, incrociando i dati degli impieghi vivi alle imprese con i cosiddetti reati spia sulla criminalità organizzata. Lo studio effettuato dalla Banca d’Italia a fine 2021 posizionava la Lombardia tra le regioni con crescente rischio di infiltrazioni mafiose, soprattutto in alcuni settori economici come l’edilizia e la distribuzione.

Fenomeni che possono essere favoriti dalla stretta al credito alle imprese, che possono portare a rivolgersi alla criminalità organizzata, che in questo modo finisce per controllare le aziende indebitate.

A livello provinciale, la stretta del credito A Bergamo si attesta intorno al 5%, quindi leggermente al di sopra della media nazionale. Ad aprile del 2023 erano stati concessi impieghi vivi alle imprese per 17.460,3 milioni di euro; quest’anno ci sono 865,2 milioni in meno per le imprese bergamasche. Il calo è invece molto forte a Varese (-10,5%) e Sondrio (-10%). A Pavia -8,7% e a Brescia -8,1%, Como -6,8%, Lecco-5,7%. Sotto la media nazionale Monza – Brianza (-4,4%), Cremona (-1,3%), Mantova (-0,8%). A Milano non c’è stata praticamente variazione nella concessione di impieghi vivi alle imprese nell’ultimo anno. A Lodi si registra addirittura un incremento del 12,7%, il più consistente tra le province italiane.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Gli occupati crescono del 9,7% e raggiungono quota 32.567. Sette contratti su dieci sono a...
vie di bergamo
L’Affordable Housing Act potrebbe offrire agli enti locali nuovi strumenti per intervenire nelle aree sotto...
lavoro
Il 63% delle imprese bergamasche cerca personale, ma metà dei profili risulta difficile da reperire....
Confcommercio stima forti aumenti delle bollette nella seconda metà dell’anno. Patelli avverte: a rischio investimenti...
Il mercato del lavoro provinciale registra 68.471 assunzioni nei primi sei mesi dell’anno. Servizi e...
distrbutore di benzina
Il tetto di 1,99 euro al litro ha provocato un forte aumento dei rifornimenti in...

Altre notizie