La viticoltura diventa sempre più tecnologica grazie a un robot che, integrando intelligenza artificiale e visione artificiale, si muove autonomamente tra i filari, mappando ogni grappolo d’uva e ottimizzando l’uso di diserbanti e altre risorse. Sviluppato nel JOiiNT LAB, un centro di ricerca bergamasco nato dalla collaborazione tra il consorzio Intellimech e l’Istituto Italiano di Tecnologia, il progetto punta a digitalizzare e automatizzare la gestione dei vigneti, garantendo interventi mirati e una riduzione degli sprechi.
Un braccio robotico simile a quello umano è il cuore di questo robot, in grado di simulare attività umane come la sfogliatura e il monitoraggio, ma con una precisione impossibile da raggiungere manualmente. Le telecamere stereoscopiche permettono una visione in profondità e la mappatura completa del vigneto, creando un database fondamentale per agronomi e viticoltori, utile per programmare azioni puntuali e ottimizzare le risorse, come l’uso di prodotti chimici solo dove necessario.

Innovazione al servizio della viticoltura Il robot è stato presentato a Milano durante la BIMU 2024, una delle principali fiere italiane del settore industriale, riscuotendo un grande interesse da parte delle aziende. Prossimamente, sarà protagonista anche all’evento A&T Nordest di Vicenza. Nato in collaborazione con Same Deutz-Fahr, il robot rappresenta una risposta concreta alle esigenze del settore vitivinicolo, offrendo una soluzione robotica outdoor capace di migliorare la qualità e l’efficienza del lavoro.

Il progetto, ancora in fase di prototipo, ha ottenuto feedback positivi dagli operatori del settore, che vedono nell’intelligenza artificiale un supporto prezioso per automatizzare operazioni complesse e ridurre la manodopera necessaria. Come spiegato dal coordinatore delle attività scientifiche del JOiiNT LAB, Manuel Catalano, l’obiettivo non è velocizzare le operazioni, ma renderle più precise, migliorando sia l’efficienza che l’impatto ambientale.
Il robot, chiamato “Franka”, è facile da utilizzare grazie a un’interfaccia grafica intuitiva che permette all’operatore di controllarlo da remoto. Tra le sue capacità future si ipotizza lo sviluppo di funzioni come il taglio e la raccolta, portando la gestione automatizzata delle vigne a un livello ancora più avanzato. Il progetto coinvolge un team di ingegneri e ricercatori, tra cui Erfan Khiali e Gabriele Ribolla, impegnati nell’ottimizzazione del sistema per renderlo accessibile anche a chi ha poche competenze tecnologiche.
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