Bergamo perde 7 mila imprenditori in dieci anni: aumenta la presenza straniera

La crisi dell’imprenditoria locale è parzialmente compensata da un aumento di imprenditori stranieri

imprenditore

Negli ultimi dieci anni, Bergamo ha perso oltre 7 mila imprenditori, un dato che evidenzia una forte contrazione della presenza imprenditoriale locale. Tuttavia, a contrastare parzialmente questo declino è l’aumento degli autonomi di origine straniera, una categoria che continua a crescere e a integrarsi nel tessuto economico della provincia. L’Ufficio Studi della CGIA ha diffuso un’indagine che mette in luce un trend comune a diverse aree italiane, confermando l’ascesa delle imprese straniere e il declino di quelle italiane a livello nazionale.

Dal 2013 ad oggi, le aziende con titolari stranieri a Bergamo sono aumentate del 20,1%, passando da 10.329 a 12.404 unità. In parallelo, le imprese guidate da italiani sono diminuite drasticamente, registrando un calo di quasi 9 mila unità. Questo scenario rispecchia una tendenza nazionale che vede un aumento complessivo del 29,5% per le imprese a conduzione straniera in Italia, che ora rappresentano l’11,5% del totale. Solo in sette province italiane (tra cui Catania, Messina e Palermo) si è registrato un incremento del numero di imprenditori italiani.

Settori trainanti e comunità straniere in crescita

A livello settoriale, commercio ed edilizia si confermano i settori più gettonati per gli imprenditori stranieri. Nel commercio si contano circa 195 mila imprenditori di origine straniera, che rappresentano il 15,2% delle attività del settore. Ancora più rilevante è la presenza straniera nell’edilizia, dove 156 mila imprenditori costituiscono il 20,6% del totale. Questi due settori rappresentano insieme il 60% delle imprese straniere in Italia, a cui si aggiunge il settore dell’alloggio e della ristorazione, con circa 50 mila attività e una quota del 12,7% sul totale nazionale.

La classifica delle nazionalità vede i romeni come la comunità straniera più rappresentata nel settore imprenditoriale italiano, con 78.258 imprenditori. Seguono i cinesi (78.114), i marocchini (66.386) e gli albanesi (61.586). Negli ultimi dieci anni, le comunità che hanno registrato la crescita più sostenuta sono state quelle dei moldavi (+127%), dei pakistani (+107%) e degli ucraini (+91%).

Preferenze e distribuzione settoriale

Oltre a rispecchiare una maggiore partecipazione straniera, i dati CGIA evidenziano anche delle preferenze settoriali ben definite. Gli imprenditori marocchini, per esempio, si concentrano principalmente nel commercio, mentre i romeni sono maggiormente presenti nel settore delle costruzioni. Entrambi i gruppi, insieme a quelli di altre nazionalità, dimostrano un forte interesse per servizi di trasporto, magazzinaggio e noleggio. I cinesi, invece, si distinguono per la loro prevalenza nelle attività manifatturiere e nei servizi ricreativi e di intrattenimento.

In conclusione, Bergamo e l’Italia stanno attraversando una fase di transizione nel panorama imprenditoriale. Se da un lato la riduzione del numero di imprenditori italiani continua a preoccupare, dall’altro l’aumento delle imprese a conduzione straniera rappresenta un fenomeno di integrazione e diversificazione economica che contribuisce a sostenere settori strategici e a generare nuove opportunità lavorative. In molti ambiti, infatti, la presenza straniera risulta essenziale per mantenere viva l’attività economica in un contesto di calo generale della partecipazione imprenditoriale.

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