Nel 2024 la manifattura bergamasca ha vissuto un anno complesso, con un calo della produzione che ha colpito soprattutto l’artigianato, mentre l’industria ha mostrato segnali di ripresa negli ultimi mesi. Tuttavia, il contesto geopolitico incerto e le difficoltà commerciali rendono il 2025 un anno di difficile interpretazione per le imprese del territorio.
Secondo i dati della Camera di Commercio di Bergamo, nel quarto trimestre del 2024 la produzione industriale ha registrato una variazione congiunturale quasi nulla (-0,1%) rispetto ai tre mesi precedenti, mentre su base annua è tornata in positivo (+0,6%) dopo sei trimestri consecutivi di calo. Nonostante un lieve miglioramento nella seconda parte dell’anno, il bilancio complessivo del 2024 resta negativo (-1% su base annua), peggiore della media lombarda (-0,8%) ma migliore di quella nazionale (-3,7%) e dell’Eurozona (-3,2%).
Più critica la situazione dell’artigianato, che ha chiuso l’anno con un calo della produzione dello 0,6% su base annua. Anche il fatturato delle imprese artigiane è sceso nel quarto trimestre (-0,7%), con una media annua del -2,3%. A pesare sono stati soprattutto i rincari delle materie prime (+3,1%), che hanno ridotto i margini aziendali.
Industria: meccanica in difficoltà, cresce il fatturato
Nel settore industriale la meccanica, il comparto più rilevante per il territorio, ha registrato una contrazione della produzione nel 2024, così come il tessile e i mezzi di trasporto. Al contrario, l’industria alimentare e il comparto chimico-farmaceutico hanno chiuso l’anno in positivo, mentre il settore gomma-plastica è rimasto stabile.
Nonostante le difficoltà produttive, il fatturato è tornato a crescere nel secondo semestre, grazie all’aumento dei prezzi dei prodotti finiti (+1% a trimestre) e alla ripresa degli ordini (+1% nel quarto trimestre). La domanda estera ha dato un contributo significativo, mentre le scorte di magazzino sono rimaste stabili.
Prospettive per il 2025: tra incertezze e attese
Guardando al 2025, l’industria bergamasca si trova di fronte a uno scenario complesso, con il 40,3% delle imprese coinvolte nel commercio estero e il rischio di nuove tensioni internazionali che potrebbero frenare la ripresa della domanda globale. Un’eventuale guerra commerciale, con dazi e barriere doganali, potrebbe penalizzare ulteriormente gli investimenti e la crescita del settore.
Le aspettative per il prossimo anno rimangono deboli: i saldi tra previsioni di crescita e diminuzione restano negativi per produzione (-2 punti), domanda estera (-5 punti) e domanda interna (-8 punti), pur mostrando un lieve miglioramento rispetto ai trimestri precedenti. Unica eccezione positiva è l’occupazione, che potrebbe risalire (+6 punti).
Artigianato: costi in aumento e domanda in calo
Nel comparto artigiano, i rincari delle materie prime continuano a pesare sui margini, mentre la domanda interna resta debole. Il numero di addetti è cresciuto lievemente nel quarto trimestre (+0,4%), ma le prospettive per il 2025 non sono incoraggianti: le previsioni indicano cali significativi per la produzione (-20 punti) e la domanda interna (-20 punti), ai minimi degli ultimi anni.
In sintesi, il 2024 si chiude con un bilancio negativo per la manifattura bergamasca, con un’industria che mostra segnali di ripresa ma resta vulnerabile alle incertezze globali e un artigianato in difficoltà. Il 2025 sarà un anno decisivo per capire se la ripresa potrà consolidarsi o se le tensioni internazionali freneranno nuovamente la crescita.
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