Bergamo, rifiuti traboccano nei cestini in via Broseta e Moroni

La rimozione di contenitori per l’indifferenziata ha aggravato il problema dello smaltimento nelle zone più trafficate della città

La situazione igienico-ambientale in alcune vie centrali di Bergamo è tornata al centro dell’attenzione per l’eccessivo accumulo di rifiuti nei cestini ancora presenti. In particolare, le segnalazioni si concentrano lungo via Broseta e via Moroni, due arterie molto frequentate del capoluogo, dove i contenitori dell’indifferenziata rimasti risultano costantemente pieni e spesso strabordanti.

Il fenomeno è legato alla decisione presa nel 2024 di rimuovere circa cinquanta cestini urbani, con l’obiettivo di contrastare l’uso improprio da parte di chi vi conferiva sacchi domestici o rifiuti voluminosi. L’intervento, condotto da Aprica su indicazione dell’amministrazione comunale, era stato pensato per ridurre comportamenti scorretti e accumuli non conformi.

Tuttavia, la rimozione dei cestini in alcune zone ad alta densità abitativa e commerciale sta producendo effetti collaterali evidenti, come l’accumulo incontrollato nei contenitori rimasti in funzione. In tratti urbani molto frequentati come le vie Broseta e Moroni, la ridotta disponibilità di cestini si traduce in un sovraccarico costante, con sacchetti e rifiuti sparsi a terra o posizionati sopra i contenitori pieni.

L’attuale configurazione non riesce a rispondere alle esigenze reali del territorio, dove la presenza di negozi, servizi e un flusso pedonale sostenuto genera una quantità significativa di rifiuti giornalieri. Il risultato è un peggioramento della qualità urbana e un’immagine poco decorosa di aree centrali della città.

Il problema solleva anche interrogativi sulla strategia complessiva della gestione dei rifiuti negli spazi pubblici, in particolare nei quartieri più popolosi o a maggiore affluenza. L’assenza di un sistema capillare di contenitori, unita a un conferimento poco controllabile da parte degli utenti, rischia di vanificare gli sforzi per mantenere decoro e pulizia nello spazio urbano.

È quindi evidente la necessità di un riequilibrio tra lotta all’inciviltà e servizi effettivamente utili alla collettività, soprattutto in contesti dove la rimozione dei cestini ha avuto effetti contrari a quelli attesi. Interventi mirati e una distribuzione più attenta dei contenitori, associati a controlli e campagne educative, potrebbero rappresentare soluzioni più efficaci e sostenibili nel medio periodo.

Redazione

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