La Colomba della Pace di Atchugarry a Lottagono: il 7 novembre l’autore incontra il pubblico

Venerdì 7 novembre a Bergamo un evento straordinario con Pablo Atchugarry, tra arte, pace e memoria collettiva. Proiezione al Cine Teatro Lottagono e dialogo con scuole, istituzioni e cittadini

Un evento per riflettere sul valore della pace

Venerdì 7 novembre, alle ore 10, il Cineteatro Lottagono di Bergamo, in Piazzale San Paolo, ospiterà un evento unico aperto alla cittadinanza, alle scuole e alle istituzioni. Si tratta della proiezione del documentario “La Colomba della Pace”, trasmesso da Sky Arte e dedicato all’ultima grande opera dello scultore Pablo Atchugarry. Subito dopo la visione, si terrà un incontro con l’artista e la sua biografa Valeria Campagni, in un dialogo aperto sui temi dell’arte e della pace, promosso da Bergamo & Sport & Arte.

All’appuntamento hanno già aderito numerosi istituti scolastici bergamaschi, rappresentanti del Comune di Bergamo, delle istituzioni culturali, del mondo economico e delle realtà civili della provincia. L’obiettivo è riflettere, senza pregiudizi, su quanto le nostre vite cambino in funzione della guerra o della pace, grazie alla forza comunicativa dell’arte. Ci sono ancora circa ottanta posti liberi ad accesso gratuito previa prenotazione presso Matteo Bonfanti al 340 8605833: basta mandare al messaggio per la conferma.

Un’opera scelta dal Papa e accolta in Vaticano

“La Colomba della Pace” rappresenta una delle sculture più significative dell’intera carriera di Atchugarry, artista uruguaiano ma lecchese d’adozione dal 1982, insignito del titolo di cittadino benemerito nel 2023. Realizzata in bronzo fuso e lunga due metri, è stata donata al Vaticano in occasione dell’udienza tra papa Leone XIV e il presidente dell’Uruguay Yamandù Orsi. L’opera è oggi collocata in un cortile interno della Santa Sede, dove trasmette un messaggio universale di pace e riconciliazione.

Il soggetto della colomba è da sempre ricorrente nel lavoro di Atchugarry, ma in questo caso assume un significato particolare, perché frutto di un progetto concepito per trasformare un simbolo di guerra in uno di speranza.

Le origini: un’aquila trasformata in colomba

L’idea alla base della Colomba affonda le sue radici in una vicenda storica legata alla Seconda Guerra Mondiale. Nel 1939, al largo di Montevideo, venne affondata la nave tedesca Admiral Graf Spee, e molti anni dopo un sommozzatore recuperò l’aquila nazista che decorava la prua del relitto. Quel reperto fu poi consegnato al presidente uruguaiano Luis Alberto Lacalle Pou, che ebbe l’intuizione di affidare il bronzo a Pablo Atchugarry per rifonderlo in un’opera di pace.

Il progetto però incontrò forti resistenze diplomatiche e politiche, in quanto il rostro fu classificato come bene storico intoccabile. Di fronte all’impossibilità di usare quel materiale, Atchugarry non si arrese, decidendo comunque di realizzare la scultura in marmo e bronzo, portando avanti l’idea come gesto simbolico e morale. Così, l’arte è diventata un atto di resistenza e trasformazione, dove la bellezza prevale sul passato violento.

Un documentario sulla genesi dell’opera

Tutta questa incredibile storia è al centro del documentario diretto da Nicola Rota, trasmesso per la prima volta il 21 settembre su Sky Arte, dopo l’anteprima al Nuovo Aquilone di Lecco. Il film racconta il viaggio creativo e spirituale di Atchugarry, offrendo uno sguardo inedito sulla potenza trasformativa dell’arte.

Il progetto è stato sostenuto anche dall’ambasciatore uruguaiano presso la Santa Sede, che ha favorito l’incontro tra l’artista e il Pontefice, realizzando così un sogno coltivato per anni.

Un messaggio che va oltre l’opera

La Colomba della Pace non è solo una scultura: è un simbolo di cambiamento, di resistenza etica e di rinnovamento culturale. Il messaggio che porta con sé va oltre la materia, toccando le coscienze e aprendo un dialogo tra le culture. Non a caso, l’agenda dell’artista è ricca di impegni internazionali, tra cui la presentazione a Brera del catalogo ragionato delle sue sculture, tenutasi il 23 ottobre.

L’evento del 7 novembre a Bergamo si inserisce in questa cornice, offrendo un’occasione unica per dialogare su temi cruciali come la pace, la memoria e la responsabilità collettiva, in un momento storico in cui il mondo ha bisogno più che mai di simboli positivi e di riflessione condivisa.

Redazione

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