Un nuovo episodio di vandalismo e furto ha colpito il cimitero monumentale di Martinengo. Nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 maggio, alcuni ladri si sono introdotti all’interno del camposanto con l’obiettivo di sottrarre il rame presente nelle strutture delle cappelle funerarie.
Il bilancio del raid è particolarmente pesante: cinque tombe sono state danneggiate, mentre i responsabili hanno anche tentato di asportare una statua raffigurante la Madonna, senza riuscire a completare il furto.
Presi di mira pluviali e grondaie
Secondo una prima ricostruzione, i malviventi avrebbero utilizzato le scale mobili normalmente a disposizione dei visitatori per raggiungere i loculi più alti e accedere ai tetti di alcune cappelle di famiglia.
Una volta in quota, hanno iniziato a smontare parti delle grondaie e dei pluviali in rame, materiale da tempo nel mirino delle bande specializzate per il suo valore sul mercato illecito.
Alcune porzioni delle strutture asportate sono state ritrovate a terra, segno che i ladri potrebbero essere stati costretti a interrompere l’azione o ad abbandonare parte della refurtiva durante la fuga.
Danni alle tombe e alle attrezzature
Per compiere il furto, i responsabili hanno appoggiato le scale utilizzate per raggiungere i colombari sulle tombe e sulle coperture presenti nel cimitero.
Questa modalità operativa ha causato ulteriori danneggiamenti alle strutture funerarie e alle attrezzature del camposanto.
Oltre al valore del materiale rubato, resta quindi il danno economico e morale subito dalle famiglie coinvolte, costrette ora a fare i conti con le conseguenze del gesto.
La scoperta al momento dell’apertura
L’accaduto è stato scoperto nella mattinata di sabato dal custode del cimitero, che durante il consueto giro di apertura ha notato i segni evidenti dell’intrusione.
Immediatamente è stato lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Martinengo insieme al sindaco Pasquale Busetti per effettuare un primo sopralluogo.
Indagini affidate ai carabinieri
Le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti per risalire agli autori del furto.
Particolare attenzione è rivolta alle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza installate all’esterno del cimitero, che potrebbero aver ripreso movimenti sospetti nelle ore del raid.
Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento utile per identificare i responsabili e ricostruire con precisione le fasi dell’azione criminale.
Cresce l’allarme per i furti di rame
Il colpo di Martinengo si inserisce in una lunga serie di episodi analoghi che negli ultimi anni hanno interessato cimiteri, edifici pubblici e strutture private.
Il rame continua infatti a rappresentare uno dei materiali più ricercati dai ladri, che spesso non esitano a provocare danni ingenti pur di impossessarsene.
In questo caso, oltre al furto, a colpire è soprattutto il contesto in cui è stato commesso il reato, con un luogo dedicato al ricordo dei defunti trasformato nel bersaglio di un’azione che ha suscitato indignazione e amarezza nella comunità locale.
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