Il fine settimana è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche avverse, con nevicate che nella mattinata di sabato 8 febbraio hanno raggiunto anche quote collinari. Tuttavia, già nelle prime ore di domenica 9 febbraio, un deciso rialzo delle temperature ha innalzato la quota neve, provocando un rapido assestamento nei fondovalle ma anche un appesantimento del manto nevoso fino a 1.700-1.800 metri, con conseguenti distacchi di valanghe.
Una delle aree più colpite dal fenomeno è il versante attraversato dal percorso estivo che porta al rifugio Curò. Diverse valanghe si sono staccate dai monti Pomnolo e Cimone, riversandosi a valle e invadendo in più punti la strada agro-silvo-pastorale. L’accumulo di neve ha impedito anche il passaggio dei mezzi fuoristrada che, in assenza di neve o ghiaccio, avrebbero potuto raggiungere il vecchio borgo di Maslana. Anche il transito nel vallone della Valle della Marsèla risulta interrotto a causa delle abbondanti nevicate.
Gli esperti raccomandano massima prudenza. Il bollettino di Arpa Lombardia, valido per lunedì 10 febbraio, segnala un pericolo marcato di valanghe (livello 3 su 5) nelle zone delle Retiche, Orobie e Prealpi Lariane. Il rischio maggiore si concentra alle quote più elevate, dove la presenza di lastroni soffici di recente formazione potrebbe favorire il distacco di valanghe di medie o grandi dimensioni anche con un debole sovraccarico.
Per chi frequenta la zona è fondamentale evitare percorsi non adatti alla stagione. Il sentiero estivo che porta alla conca del Barbellino non è percorribile in sicurezza in questo periodo e deve essere sostituito con l’itinerario invernale, studiato appositamente per minimizzare i rischi legati alla neve instabile.
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