Crescita dei costi e carenza di posti letto nelle Rsa di Bergamo mettono a rischio l’assistenza agli anziani
Le Rsa della provincia di Bergamo stanno affrontando un periodo di forte pressione economica, con rette giornaliere che variano tra i 70 e i 77 euro, costringendo molte famiglie a fare scelte difficili. Secondo la Fnp Cisl di Bergamo, i costi per l’assistenza agli anziani sono ormai insostenibili per molti nuclei familiari, che spesso devono attingere a risparmi accumulati in anni di sacrifici o alle pensioni degli stessi anziani. La situazione è aggravata da una cronica carenza di posti letto e da liste d’attesa sempre più lunghe, che lasciano molte persone senza assistenza adeguata.
Un problema che si aggrava: aumentano i posti letto ma anche le rette
Dal 2020 a oggi, il numero di posti letto autorizzati nelle Rsa bergamasche è passato da 6.313 a 6.566, ma questo incremento non ha tenuto il passo con l’esplosione della domanda, che ha visto le liste d’attesa quasi raddoppiare, passando da 9.041 a 19.580 persone, un aumento del 40,67%. Anche i costi delle rette hanno subito un forte incremento: se nel 2020 la retta minima giornaliera era di 58,71 euro, oggi si attesta a 69,89 euro, mentre quella massima è salita a 77 euro, con un aumento medio del 13,11%. Questa situazione rende sempre più difficile per le famiglie sostenere le spese per l’assistenza ai propri cari, spingendo molti a rinunciare a ricoveri che potrebbero essere essenziali.
Le difficoltà degli ospiti più fragili e i rischi per le strutture
La situazione diventa ancora più complicata per gli anziani con patologie gravi come l’Alzheimer. 17 delle 68 strutture presenti nella provincia offrono nuclei specializzati per malati di Alzheimer o persone non autosufficienti, con 440 posti letto dedicati, ma le recenti sentenze che riconoscono alle famiglie il diritto di non pagare le rette per questi pazienti hanno messo a rischio la sostenibilità economica di molte Rsa. Secondo il consigliere regionale Davide Casati, questo potrebbe portare al collasso finanziario di alcune strutture, incapaci di coprire i costi dei servizi offerti.
La richiesta della Cisl: nuove regole per evitare il “Far West” delle rette
Mario Gatti, segretario della Fnp Cisl provinciale, ha espresso la preoccupazione del sindacato per l’attuale situazione, definendola un vero e proprio “Far West”. Gatti sottolinea come alcune Rsa abbiano applicato aumenti sproporzionati e poco trasparenti, senza tenere conto delle difficoltà economiche delle famiglie. Il sindacato chiede quindi un intervento più deciso delle istituzioni per regolamentare le tariffe e garantire un servizio dignitoso e sostenibile. La Cisl sta inoltre lavorando con altre sigle sindacali per portare il tema all’attenzione del Prefetto, cercando di evitare che il settore diventi preda di multinazionali interessate solo al profitto.
Un sistema che ha bisogno di riforme urgenti
Secondo il rapporto annuale della Fnp Lombardia, le Rsa bergamasche, delle quali 46 su 68 sono registrate come Onlus, rappresentano solo il 2,63% dei posti letto necessari per la popolazione over 65 della provincia. Questo squilibrio, unito agli aumenti dei costi e alla carenza di personale qualificato, richiede una riforma strutturale del sistema, che possa offrire soluzioni alternative al ricovero e modelli organizzativi più efficienti.
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