Gli occupati della provincia di Bergamo lavorano in media 262 giorni all’anno, superando la media nazionale di 246 giorni. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che evidenzia un forte divario tra le aree settentrionali e meridionali del Paese.
Nel Nord Italia, la media dei giorni lavorati è di 255, contro i 228 del Sud. A Lecco si registra il dato più alto, con 264,9 giorni all’anno, seguita da Biella (264,3), Vicenza (263,5), Lodi (263,3), Padova (263,1), Monza-Brianza (263) e Treviso (262,7). Bergamo, con 262,6 giorni lavorativi, si colloca poco sotto le prime posizioni.
Perché al Sud si lavora meno?
Secondo lo studio, le principali cause del minor numero di giorni lavorati al Sud sono:
-
Lavoro sommerso: le ore lavorate in nero non vengono rilevate nelle statistiche ufficiali.
-
Precarietà lavorativa: al Sud è più diffuso il part-time involontario, soprattutto nei settori dei servizi e dell’agricoltura.
-
Lavoro stagionale: molti lavoratori sono impiegati solo per brevi periodi, riducendo il numero complessivo di giornate lavorate.
Le province con meno giorni lavorati sono Foggia (213,5), Trapani (213,3), Rimini (212,5), Nuoro (205,2) e Vibo Valentia (193,3).
Retribuzioni: il divario Nord-Sud
Il differenziale tra Nord e Sud non riguarda solo i giorni lavorati, ma anche le retribuzioni. Nel 2023, la retribuzione media giornaliera era di 104 euro lordi al Nord, contro i 77 euro al Sud, un gap del 35%.
A livello annuale, le province con le retribuzioni più alte sono:
-
Milano: 34.343 euro
-
Monza-Brianza: 28.833 euro
-
Parma: 27.869 euro
-
Modena: 27.671 euro
-
Bologna: 27.603 euro
-
Reggio Emilia: 26.937 euro
Nel Mezzogiorno, invece, i salari medi più bassi si registrano a Trapani (14.854 euro), Cosenza (14.817 euro), Nuoro (14.676 euro) e Vibo Valentia (13.388 euro).
La media italiana delle retribuzioni è stata di 23.662 euro annui.
Produttività e settori ad alto valore aggiunto
Il Nord si distingue non solo per i giorni lavorati, ma anche per la produttività. Nel 2023, il differenziale di produttività tra Nord e Sud è stato del 34%, trainato da settori come automotive, meccanica, biomedicale e agroalimentare.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.