Gorle si mobilita per difendere il “Triangolone” dal fotovoltaico

Al centro del dibattito cittadino un progetto privato per un campo agrivoltaico: proteste, raccolte firme e un'assemblea pubblica per tutelare l'area verde

Le iniziative: gazebo, consiglio comunale e assemblea pubblica

La mobilitazione contro il progetto del campo agrivoltaico da 55 mila metri quadrati in località Triangolone entra nel vivo. L’amministrazione comunale, supportata dal gruppo di maggioranza Uniti per Gorle, ha annunciato diversi appuntamenti per sensibilizzare la cittadinanza. Mercoledì 10 settembre alle ore 18:30, durante il Consiglio comunale, verrà discussa una mozione per impegnare la giunta a intervenire con ogni mezzo possibile a tutela dell’area. I rappresentanti della maggioranza auspicano un sostegno anche da parte delle opposizioni.

Inoltre, sabato 13 e domenica 14, così come sabato 20 e domenica 21 settembre, verranno allestiti gazebo informativi in paese, sempre a cura di Uniti per Gorle. L’obiettivo è raccogliere adesioni alla petizione popolare lanciata già nei giorni scorsi, che ha ricevuto centinaia di firme in poco tempo. A firmare è stato anche il sindaco Giovanni Testa, che ha sottolineato come cittadini e residenti stiano richiedendo attivamente i moduli per continuare la raccolta in autonomia.

Il momento clou sarà martedì 16 settembre alle ore 20:45, quando nell’auditorium della biblioteca di Gorle si terrà un’assemblea pubblica. Invitati all’incontro anche i consiglieri regionali Giovanni Malanchini (Lega) e Davide Casati (PD), oltre al Parco dei Colli. Il sindaco ha dichiarato che si tratterà di un confronto aperto per analizzare tutti gli aspetti del progetto e i rischi legati al consumo di suolo agricolo.

Le opposizioni tra sostegno e critiche

Anche le minoranze consiliari hanno preso posizione sul tema, dichiarandosi contrarie all’installazione dell’impianto, ma non senza riserve. Il gruppo “Per una Gorle Migliore”, rappresentato da Roberto Filisetti e Paolo Cornago, ha affermato di voler promuovere una petizione parallela, da presentare direttamente in Provincia, per rafforzare la richiesta di bloccare il progetto. I consiglieri hanno però attribuito all’attuale amministrazione le responsabilità di questa situazione, sottolineando che il Piano di Governo del Territorio (PGT) del 2018, approvato dalla giunta Testa, avrebbe modificato la destinazione del Triangolone da area pubblica a parco in area privata, rimuovendo le tutele e aprendo la porta a possibili edificazioni.

Diversa, ma ugualmente critica, la visione del gruppo “Innovazione e Tradizione per Gorle”, con Manuel Miceli che ha definito l’uso agricolo attribuito all’area come “antiquato e improduttivo”. Secondo Miceli, il terreno non è fruibile né attraversabile, e mancano strutture come piste ciclopedonali: per questo avrebbe voluto che l’amministrazione pensasse a una vera area verde per la cittadinanza.

Il sindaco Testa ha risposto con decisione, dichiarando “totalmente false” le accuse delle minoranze. Ha chiarito che il Triangolone è vincolato a destinazione agricola, e quindi non può essere edificato, respingendo ogni insinuazione in merito a una presunta responsabilità della giunta nella vicenda.

I consiglieri regionali: equilibrio nella transizione energetica

Le preoccupazioni del Comune sono condivise anche a livello regionale. Giovanni Malanchini, consigliere della Lega, ha evidenziato i rischi di un consumo indiscriminato del suolo agricolo, aggravati dalla legittimazione di certi progetti da parte della Commissione europea, che secondo lui rischiano di essere incompatibili con la tutela del territorio rurale. Ha ribadito l’impegno della Regione Lombardia a dialogare con il Governo per garantire ai sindaci strumenti normativi efficaci per esprimersi in merito ai progetti sul proprio territorio.

Sulla stessa linea, Davide Casati del Partito Democratico ha sostenuto che la realizzazione di impianti agrivoltaici debba seguire regole certe. Ha invitato la giunta regionale a emanare linee guida chiare, in attesa di una normativa nazionale aggiornata. Casati ha sottolineato come la transizione energetica sia un obiettivo necessario, ma che debba essere perseguito con sostenibilità, equilibrio e buon senso, evitando progetti che trasformino il paesaggio in modo irreversibile.

Il progetto del fotovoltaico

Tutto nasce dalla proposta avanzata da una società privata, che ha intenzione di costruire un campo agrivoltaico su un terreno agricolo privato compreso tra via Carducci, via Don Mazza, via Martinella e via Turati. Il progetto prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici su 55 mila metri quadrati di superficie. Si tratta del “Triangolone”, un’ampia area verde nota ai residenti anche per la sua bellezza naturale, come testimoniato dalla fioritura primaverile di papaveri che ne ha colorato il paesaggio nei mesi scorsi.

Da qui, la ferma opposizione del Comune, della maggioranza consiliare e di una parte dell’opinione pubblica. Il timore è che un simile intervento possa distruggere irrimediabilmente un patrimonio ambientale e compromettere il futuro dell’area agricola. Il sindaco Testa, senza mezzi termini, ha parlato di “scempio”, ribadendo che è necessario che prevalga il buon senso nella gestione delle scelte energetiche e territoriali.

Redazione

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