Le ore autorizzate di cassa integrazione in provincia di Bergamo nel secondo trimestre del 2025 superano quota 4,8 milioni, un dato che, sebbene in leggera flessione rispetto al primo trimestre dell’anno, indica una permanenza marcata delle difficoltà in diversi settori produttivi. A confermare il quadro è il report aggiornato della Cisl Lombardia, che analizza la distribuzione e l’andamento degli ammortizzatori sociali.
Il settore metalmeccanico resta il principale utilizzatore, con il 51% delle ore autorizzate, anche se in calo rispetto al 62% registrato nel primo trimestre. A guadagnare terreno è il comparto gomma-plastica, che passa dall’11% di inizio anno al 26%, segnando una delle variazioni più significative del periodo. Più contenuta ma comunque visibile la flessione nel tessile, che scende dal 20% al 15% e si mantiene stabile sul valore dello stesso periodo del 2024 (14%).
Il ricorso alla cassa integrazione in deroga si azzera completamente, mentre la componente straordinaria (CIGS) cresce in maniera importante, salendo da 1,74 milioni a 2,64 milioni di ore nel confronto tra primo e secondo trimestre (+897 mila). In parallelo, la cassa ordinaria (CIGO) diminuisce di oltre un milione di ore, passando da 3,33 a 2,22 milioni. È proprio questa ricomposizione interna che segnala un cambio di fase, con difficoltà che da temporanee diventano strutturali, come evidenzia la crescente incidenza della CIGS.
Come riporta Bergamonews, nel dettaglio, la provincia di Bergamo registra un totale di 4,86 milioni di ore di CIG tra aprile e giugno, in lieve calo rispetto ai 5,08 milioni del primo trimestre, ma in aumento di oltre mezzo milione rispetto al secondo trimestre 2024, quando si erano attestate a 4,30 milioni. Una dinamica che testimonia una tendenza ancora negativa per il tessuto produttivo bergamasco, nonostante alcuni segnali di riequilibrio.
Tra gli altri comparti, l’edilizia si mantiene su livelli molto bassi, con un’incidenza del 3% nel secondo trimestre, rispetto al 2% del primo e al 6% del 2024. Stabile anche il commercio, mentre il settore carta, stampa ed editoria registra un lieve calo, passando dal 5% al 3% (dato comunque dimezzato rispetto al 10% dello scorso anno).
A livello lombardo, la cassa integrazione complessiva si attesta a circa 27 milioni di ore nel secondo trimestre, in calo rispetto ai 28,9 milioni del primo. La CIGO passa da 21,4 a 18,2 milioni, mentre la CIGS sale da 7,4 a 8,8 milioni, confermando un trend analogo a quello bergamasco.
La Cisl evidenzia come i numeri attuali siano superiori a quelli del 2024 e come il continuo ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare alla CIGS, possa rappresentare il sintomo di una trasformazione profonda delle crisi aziendali, non più legate esclusivamente alla congiuntura ma a modifiche strutturali nei mercati di riferimento e nei modelli produttivi.
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