Femminicidio a Bergamo: la tragedia di Valentina Sarto e il processo in corso

Un'orribile vicenda di violenza domestica culminata nell'omicidio di Valentina Sarto, mentre la famiglia e gli amici lottano per onorare la sua memoria

Il delitto: 19 coltellate a Valentina Sarto

Il 18 marzo scorso, Valentina Sarto, 41 anni, è stata brutalmente uccisa dal marito Vincenzo Dongellini nella loro abitazione di via Pescaria a Bergamo. Secondo i risultati dell’autopsia condotta ieri dal medico legale Luca Taiana, la vittima è stata colpita con 19 coltellate in diverse parti del corpo, alcune delle quali molto profonde. Tra le ferite più gravi, quelle alla gola, dove sono state interessate la carotide e la vena giugulare. Le coltellate letali sono state inferte nella regione cervicale. Sebbene non sia chiaro se la vittima abbia cercato di difendersi, le indagini proseguono, con gli investigatori che cercano ulteriori dettagli. È ancora da stabilire se Dongellini abbia usato uno o più coltelli, ma gli esperti tendono a ritenere che sia stato uno solo.

La violenza domestica e la relazione con Dongellini

Prima dell’omicidio, la relazione tra Valentina Sarto e il marito Vincenzo Dongellini era segnata dalla violenza. Secondo quanto raccontato dalla madre della vittima, Lia, il comportamento di Dongellini era diventato sempre più aggressivo e possessivo dopo il matrimonio, celebrato nel maggio 2025. Valentina aveva confuso la madre con le sue paure, ma non denunciò mai i maltrattamenti. La madre ricorda una foto ricevuta qualche tempo prima in cui Valentina si mostrava con la mano fasciata, dicendo che si era fatta male da sola. Tuttavia, in seguito la vittima confessò che la ferita era stata causata dal marito, ma decise di non andare al pronto soccorso per evitare che scattasse una denuncia. Dongellini minacciava Valentina di morte, impedendole di uscire con le amiche o di andare al lavoro. I suoi gesti violenti venivano nascosti dietro una facciata di falsa tranquillità, ma la paura della donna di denunciarlo la teneva prigioniera.

L’omicidio e il trasferimento di Dongellini in ospedale

Dopo l’omicidio, Vincenzo Dongellini si è procurato tagli ai polsi e ha tentato il suicidio ingerendo candeggina, per poi essere trasportato in ospedale. Dopo un primo ricovero, è stato dimesso e trasferito in carcere, ma a causa delle sue condizioni psichiche è stato nuovamente trasferito all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove a mezzogiorno di oggi, sabato 21 marzo, è in calendario l’interrogatorio di convalida col Giudice per le Indagini Preliminari Federica Gaudino. Il 49enne, che è disoccupato, aveva già una diagnosi di depressione e stava seguendo un trattamento psichiatrico. Oggi, si attende che il marito di Valentina venga accusato ufficialmente di femminicidio, un reato introdotto recentemente con una nuova legge che prevede l’ergastolo in caso di omicidio motivato da odio verso la vittima o dal desiderio di privarla della sua libertà. Se la sua accusa venisse confermata, sarebbe il primo processo per femminicidio a Bergamo.

Il dolore della famiglia e la triste consapevolezza

I familiari di Valentina Sarto sono devastati dalla sua morte e ieri, fuori dalla morgue dell’ospedale, si sono riuniti per commemorare la giovane donna. Lia, la madre di Valentina, ha confessato di non essere riuscita a salvarla, nonostante i suoi tentativi di intervenire. La madre ha rivelato che Valentina le aveva confidato le minacce di morte da parte di Dongellini, ma lei aveva deciso di non lasciarlo per non metterlo in difficoltà economiche. La madre aveva cercato di convincerla a lasciare il marito, ma la figlia si era rifiutata, sperando che lui cambiasse. Tuttavia, la violenza non è mai cessata, e quando Valentina ha rivelato di essersi innamorata di un altro uomo, Moris Panza, la situazione è degenerata, fino a culminare nel tragico epilogo.

L’ultimo saluto a Valentina Sarto e la raccolta fondi per il funerale

Il funerale di Valentina Sarto si terrà il 24 marzo alle 10, nella chiesa di Borgo Santa Caterina, mentre la salma è stata composta presso la Casa del Commiato di via San Bernardino. Gli amici e i familiari della vittima stanno organizzando una raccolta fondi per coprire le spese del funerale, con l’obiettivo di dare l’ultimo saluto a una donna che ha perso la vita a causa della violenza di un uomo che non riusciva ad accettare il suo desiderio di libertà.

Conclusione: un appello contro la violenza domestica

La tragica vicenda di Valentina Sarto lancia un forte appello a tutte le donne vittime di violenza domestica: non rimanete in silenzio, denunciate i vostri aguzzini. La madre di Valentina, distrutta dal dolore, ha invitato tutte le donne a non seguire l’esempio di sua figlia, che purtroppo ha creduto che Dongellini potesse cambiare. “Non abbiate paura”, ha detto, “fatevi aiutare da chi vi vuole bene veramente”. Solo con il coraggio di denunciare la violenza si può sperare di spezzare il ciclo e impedire che altre tragedie simili si verifichino.

Redazione

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