«Se vogliamo arrivare a fine mese dobbiamo lavorare, anche con questo caldo», è il messaggio che accomuna i racconti dei fattorini impegnati ogni giorno sulle strade della città tra consegne in bicicletta elettrica e scooter.
Tra loro c’è Munir Atal, 27 anni, originario dell’Afghanistan, che racconta le difficoltà di affrontare lunghe percorrenze sotto il sole. «Bevo molta acqua e, quando posso, accetto consegne vicine. Andare fino a Curno o Azzano San Paolo significa stare almeno mezz’ora in strada tra andata e ritorno, e con queste temperature è davvero pesante», spiega a L’Eco di Bergamo.
Le strategie per proteggersi dal caldo sono limitate. Molti riders cercano riparo alle fontanelle pubbliche o si fermano all’ombra quando possibile, ma spesso sono costretti a indossare abiti lunghi per evitare scottature.
Hazratullah Niazi lavora infatti con jeans e maglia a maniche lunghe. «Con le maniche corte la pelle si brucia se non si usa la crema solare. Alcuni miei amici hanno avuto persino delle bolle sulle braccia», racconta, aggiungendo che il momento più difficile arriva durante le soste ai semafori, quando il calore dell’asfalto rende l’attesa ancora più faticosa.
Oltre alle condizioni climatiche, i riders evidenziano anche le difficoltà legate al loro lavoro. «Siamo pagati solo per le consegne, non abbiamo ferie, malattia né un’assicurazione sanitaria», denuncia Hazratullah, ricordando come le iniziative sindacali degli ultimi anni non abbiano prodotto i cambiamenti sperati.
Paradossalmente, il caldo intenso non porta nemmeno un aumento del lavoro. Secondo diversi fattorini, gli ordini diminuiscono proprio durante le giornate più afose, mentre cresce il numero di riders attivi sulle piattaforme.
Muhammad Shehzad, 28 anni, racconta di lavorare dalle 11 del mattino fino a mezzanotte, effettuando mediamente quattro o cinque consegne al giorno. «La tariffa base è di 3,67 euro per consegna», spiega.
Un altro rider, che preferisce rimanere anonimo, sottolinea come la concorrenza tra fattorini sia aumentata. «Gli ordini sono sempre meno e le piattaforme continuano a inserire nuovi riders. Di conseguenza anche i compensi si abbassano», racconta.
C’è però anche chi considera l’estate meno difficile rispetto all’inverno. «Preferisco il caldo alla pioggia. Quando piove una consegna può richiedere anche un’ora e mezza e rischiano di bagnarsi sia il telefono sia il cibo», osserva uno dei fattorini intervistati.
Resta comunque il dato principale: con temperature sempre più elevate, migliaia di lavoratori continuano a svolgere la propria attività all’aperto, affrontando quotidianamente il caldo estremo senza la possibilità di interrompere il lavoro.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.