Proseguono gli accertamenti sulla morte di Alessio Borelli, il 41enne originario di Treviglio trovato privo di vita nel suo appartamento di via Parini, a Corsico, in provincia di Milano. I carabinieri della compagnia locale stanno ricostruendo le ultime ore della vittima per chiarire le circostanze del decesso e individuare eventuali responsabilità .
Le indagini si concentrano sui rapporti personali dell’uomo e sulle persone che potrebbero aver avuto accesso all’abitazione situata all’ottavo piano dello stabile. Gli investigatori stanno ascoltando vicini e conoscenti nel tentativo di ricostruire i movimenti della vittima prima della morte.
A far scattare l’intervento delle forze dell’ordine sono stati alcuni residenti del condominio, allarmati dal forte odore proveniente dall’appartamento. I vigili del fuoco sono entrati nell’abitazione passando da una finestra e hanno rinvenuto il corpo senza vita nella zona giorno.
All’interno dell’appartamento è stato trovato anche un coltello sporco di sangue, mentre gli ambienti risultavano completamente messi a soqquadro. Elementi che gli investigatori stanno valutando con attenzione nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano.
Sul corpo sarebbero presenti lesioni nella zona del collo, compatibili con una violenta aggressione. Tra le ipotesi al vaglio non viene esclusa nemmeno quella dello strangolamento. Sarà comunque l’autopsia, già disposta dall’autorità giudiziaria, a stabilire con precisione le cause del decesso e a fornire ulteriori elementi utili alle indagini.
Un ruolo importante nella ricostruzione dei fatti potrebbe essere svolto dalle testimonianze raccolte nel condominio. Alcuni vicini hanno riferito di aver sentito più volte discussioni provenire dall’appartamento di Borelli, anche nei giorni precedenti al ritrovamento del corpo. Secondo quanto emerso dai primi riscontri, l’ultima lite sarebbe stata udita nella giornata di mercoledì.
Gli investigatori stanno inoltre analizzando il telefono cellulare della vittima e le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di identificare eventuali persone entrate o uscite dall’edificio negli ultimi giorni.
Tra gli aspetti ancora da chiarire vi è anche la verifica di un possibile furto. Al momento risulterebbe mancante soltanto un mazzo di chiavi, circostanza che sarà approfondita nel corso delle indagini per comprenderne l’eventuale rilevanza.
Alessio Borelli era nato a Treviglio, nella Bassa Bergamasca, anche se da tempo non aveva più legami con il territorio d’origine. Nel corso degli anni aveva lavorato in un negozio di calzature a Cinisello Balsamo e aveva successivamente vissuto nelle Marche e nel Lazio, prima di fare ritorno nell’area milanese.
Negli ultimi anni era impiegato nel settore del customer care presso un call center. Le sue origini familiari restano comunque legate al territorio bergamasco: il padre, scomparso da tempo, era originario di Inzago, dove uno zio della vittima gestisce ancora oggi uno storico esercizio pubblico.
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