Maltempo, danni per 20 milioni: la Val Brembana prova a ripartire

Riaperta la Provinciale verso i cinque Comuni rimasti isolati. Circa 150 campeggiatori sono rientrati a San Simone, mentre dalla Regione parte la richiesta dello stato di emergenza

La fase più critica dell’ondata di maltempo che ha investito la Bergamasca sembra essere alle spalle, ma in Val Brembana è già cominciato il difficile lavoro di ricostruzione. Il primo bilancio economico restituisce la dimensione dell’emergenza: la stima iniziale dei danni raggiunge circa 20 milioni di euro, mentre amministratori, tecnici e volontari continuano a verificare frane, strade e infrastrutture.

La situazione è progressivamente migliorata dopo le ore caratterizzate dalle precipitazioni più intense. Le conseguenze restano però evidenti soprattutto nell’alta valle, dove Isola di Fondra, Valleve, Carona, Foppolo e Branzi erano rimasti temporaneamente isolati. Complessivamente l’emergenza ha coinvolto circa cinquemila persone, considerando duemila residenti e tremila turisti presenti sul territorio.

Riapre la strada per i Comuni rimasti isolati

Uno dei segnali più importanti verso il ritorno alla normalità è arrivato con la riapertura della strada provinciale che permette di raggiungere i cinque Comuni dell’alta Val Brembana. La circolazione è ripresa attorno a mezzogiorno, anche se successivamente è stato necessario introdurre il senso unico alternato.

Una soluzione indispensabile per consentire contemporaneamente il transito dei veicoli e il lavoro delle ruspe impegnate nella rimozione di terra, pietre, rami e altri materiali trascinati sulle carreggiate.

La riapertura ha inevitabilmente provocato anche rallentamenti e code, ma ha consentito di superare l’isolamento delle località maggiormente interessate dal maltempo. Le operazioni di pulizia e messa in sicurezza proseguono, perché in numerosi punti rimangono visibili gli effetti delle frane e dell’acqua scesa dalle montagne.

Il sindaco di Isola di Fondra, Carletto Forchini, ha sottolineato come il territorio avesse già affrontato precipitazioni particolarmente intense il 10 luglio. Questa volta, però, a rendere più complessa la situazione è stata soprattutto l’estensione del fenomeno meteorologico.

Il Brembo scende dopo il picco della piena

Segnali incoraggianti arrivano anche dal fiume Brembo, che durante la fase più difficile aveva raggiunto livelli particolarmente elevati.

La portata è diminuita sensibilmente rispetto al picco registrato alle 20 di giovedì: dai 430,22 metri cubi al secondo si è passati a 137,8 metri cubi al secondo nel pomeriggio successivo. Anche il livello idrometrico è sceso, passando da 267 a 156 centimetri.

Miglioramenti sono stati registrati inoltre a Mezzoldo. La strada in direzione del Ponte dell’Acqua, precedentemente interessata dai problemi provocati dalle precipitazioni, è stata riaperta. Nella zona di Madonna delle Nevi i tecnici hanno invece provveduto al ripristino dell’energia elettrica.

Valleve, problemi alle cave e una famiglia evacuata

Più delicata resta la situazione in alcuni punti di Valleve, dove il maltempo ha provocato danni alla viabilità utilizzata per raggiungere le cave di ardesia.

Le precipitazioni hanno compromesso il sottofondo della strada e formato canali considerati pericolosi. L’attività lavorativa nelle cave è stata quindi sospesa.

Nel centro del paese una frana ha inoltre reso necessaria l’evacuazione precauzionale di una famiglia. Il sindaco Gianfranco Lazzarini ha evidenziato in particolare l’entità dei problemi che interessano i collegamenti con le aree produttive.

Il lavoro delle prossime giornate servirà dunque non soltanto a ripristinare completamente la circolazione, ma anche a valutare la stabilità dei versanti e quantificare in maniera più precisa gli interventi necessari.

I 150 campeggiatori tornano a San Simone

Come riporta il Corriere Bergamo, con il miglioramento delle condizioni è terminata anche l’evacuazione temporanea del camping San Simone di Isola di Fondra, situato vicino al Brembo.

Erano state circa 150 le persone trasferite in via precauzionale, un numero inferiore rispetto alle 250 indicate inizialmente. I campeggiatori erano stati sistemati principalmente nelle palestre di Lenna e Piazza Brembana e in un condominio a Trabuchello.

La decisione era stata presa per tutelare gli ospiti, tra i quali numerose famiglie con bambini, sia per la vicinanza al fiume sia per il possibile rischio di nuovi movimenti franosi.

Circa cento volontari della Protezione civile, arrivati da diverse zone della provincia, hanno garantito assistenza agli evacuati, predisponendo brandine, pasti e supporto logistico. Particolare attenzione è stata riservata anche agli animali domestici portati con sé dalle famiglie.

Poco prima delle 15 è arrivato il via libera al rientro. Quasi tutti hanno scelto di tornare nelle roulotte e nelle casette del campeggio, mentre soltanto una decina di persone ha preferito interrompere la permanenza e rientrare a casa.

Bloccati in valle anche circa 200 escursionisti

Le conseguenze dell’interruzione della viabilità hanno interessato anche circa 200 visitatori arrivati in valle per trascorrere soltanto qualche ora.

L’impossibilità di scendere verso valle li aveva costretti a trasformare l’escursione giornaliera in un pernottamento imprevisto, cercando una sistemazione per la notte. Con la progressiva riapertura delle strade anche questi turisti hanno potuto lasciare le località interessate.

L’emergenza ha quindi avuto ripercussioni non soltanto sulla popolazione residente, ma anche sul consistente numero di persone che nel periodo estivo frequenta le località dell’alta Val Brembana.

Verso la richiesta dello stato di emergenza

Parallelamente agli interventi sul territorio si apre ora la partita delle risorse necessarie per affrontare i danni. La prima quantificazione parla di circa 20 milioni di euro, ma il bilancio potrà essere aggiornato dopo verifiche più approfondite.

I consiglieri regionali Jonathan Lobati e Alberto Mazzoleni, insieme ai rappresentanti della Comunità montana della Val Brembana, hanno effettuato sopralluoghi nei territori interessati e annunciato l’attivazione dell’iter per ottenere lo stato di emergenza.

Il riconoscimento consentirebbe di accedere a risorse governative da destinare agli interventi, aggiungendole agli stanziamenti regionali previsti per fronteggiare emergenze e ricostruzione.

Anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha annunciato l’intenzione di chiedere al Governo lo stato di emergenza per le aree lombarde colpite dal maltempo.

Per la Val Brembana inizia così una seconda fase: superata l’emergenza immediata e ripristinati i collegamenti principali, bisognerà mettere definitivamente in sicurezza le infrastrutture e intervenire sui danni lasciati da frane e precipitazioni.

Redazione

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