Il progetto, ormai entrato in funzione da settimane, dell’e-BRT (Electric Bus Rapid Transit) sulla tratta Bergamo-Verdellino torna al centro della discussione pubblica dopo le osservazioni di Giorgio Jannone Cortesi, commercialista, dirigente d’azienda, banchiere e pubblicista notissimo nel capoluogo, già deputato per cinque legislature dal 1994 al 2013. Attraverso un intervento pubblicato sui social, Jannone ha posto l’attenzione non soltanto sui costi dell’opera, ma anche sulle conseguenze economiche per gli automobilisti legate al sistema di controllo e alle nuove sanzioni previste.
Jannone sull’investimento da 84 milioni di euro
Nel suo intervento, Jannone richiama l’attenzione sugli 84 milioni di euro destinati alla realizzazione dell’e-BRT, sostenendo che il dibattito pubblico si sia concentrato principalmente sulle risorse impiegate, sui premi ai dipendenti e sui rapporti professionali tra soggetti coinvolti nella gestione e nell’appalto.
Nel post scrive: “Ci siamo tutti concentrati sugli 84 milioni di € spesi per l’eBRT, sugli esosi premi concessi ai dipendenti, sui rapporti apicali e professionali incrociati tra ATB e impresa appaltatrice”.
Secondo Jannone, oltre agli aspetti economici e organizzativi, sarebbe diventato centrale anche il tema della sicurezza, dopo una serie di episodi che hanno coinvolto il nuovo servizio.
Incidenti e sicurezza al centro della discussione pubblica
Il commercialista bergamasco evidenzia come i ripetuti incidenti abbiano portato il tema della sicurezza in primo piano. Tuttavia, nel suo messaggio sottolinea che un altro elemento avrebbe ricevuto meno attenzione: quello delle sanzioni previste per chi non rispetta le regole di circolazione nelle aree dedicate al nuovo sistema.
Jannone afferma: “Nessuno ha scritto delle pesantissime sanzioni previste per chi guida. Saranno tremende e spietate”.
Nel suo intervento sostiene inoltre che i verbali della Polizia Locale avrebbero già certificato “decine di multe nei confronti di auto, scooter e biciclette“.
Le multe previste per chi utilizza le corsie riservate
Secondo quanto riportato da Jannone, nei prossimi giorni sarebbe previsto un rafforzamento dei controlli attraverso pattugliamenti mirati. L’obiettivo sarebbe verificare il rispetto delle corsie riservate dedicate all’e-BRT.
Jannone scrive: “La multa per chi circolerà abusivamente nelle corsie riservate andrà da 87 euro a 344 euro”.
Attraversamenti col rosso: sanzioni fino a 665 euro
L’intervento pubblicato da Jannone richiama anche il caso degli incroci e delle rotatorie interessate dal percorso e-BRT. Secondo quanto riportato, chi impegnasse una rotatoria o un incrocio ignorando il segnale rosso potrebbe incorrere in una sanzione più elevata.
Nel testo si legge: “Se il mezzo impegnerà la rotatoria o l’incrocio e-BRT ignorando il rosso, la multa andrà da 167 € a 665 €, con la decurtazione di 6 punti dalla patente e la sospensione della stessa in caso di recidiva nel biennio”.
Controlli elettronici con 54 telecamere sul percorso
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati da Jannone riguarda la modalità automatica di rilevazione delle infrazioni. Secondo il suo intervento, non sarebbe necessario l’intervento diretto degli agenti perché il sistema potrebbe funzionare attraverso immagini registrate.
Nel post afferma: “IN AGGIUNTA A CIO’ LA RILEVAZIONE SARA’ AUTOMATICA, SARA’ SUFFICIENTE UNA SEMPLICE FOTO”.
La pubblicazione prosegue spiegando che il progetto e-BRT prevede “l’installazione di 54 telecamere di controllo lungo il tracciato”.
La posizione di Jannone: “ulteriore salasso a danno dei cittadini”
Nella parte conclusiva del suo intervento, l’ex parlamentare sostiene che i costi dell’opera, gli incidenti e i disagi potrebbero essere accompagnati anche dal rischio di un aumento delle spese per i cittadini attraverso le nuove sanzioni.
Il messaggio si chiude con queste parole: “E-BRT prevede infatti l’installazione di ben 54 telecamere di controllo. Gli 84 milioni spesi, gli incidenti e i disagi verranno quindi gravati dal rischio di un ulteriore salasso a danno dei cittadini e a vantaggio delle casse dei comuni”.
Le dichiarazioni di Giorgio Jannone Cortesi aprono così un nuovo fronte di confronto sul futuro della mobilità nella provincia di Bergamo, tra investimenti pubblici, sicurezza stradale e gestione dei controlli.
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