Nell’Italia degli Enti pagatori lumaca, il Comune di Bergamo lo scorso anno ha pagato in media i propri fornitori con 12 giorni di anticipo. Una tendenza che però si sta attenuando nel primo quadrimestre del 2024, anche se sempre con un anticipo, pur lieve, secondo quanto riportato nella classifica stilata dalla Cgia di Mestre. I cui dati sono stati estrapolati dai siti web delle singole Amministrazioni Pubbliche, facendo riferimento alla sezione Amministrazione Trasparente nella quale devono essere pubblicate obbligatoriamente le informazioni relative all’indice di tempestività dei pagamenti.
Un indicatore di tempestività dei pagamenti calcolato attraverso una formula che contiene, al numeratore, la sommatoria dell’importo di ciascuna fattura pagata nel periodo considerato moltiplicata per i giorni effettivi che intercorrono tra la data di scadenza della fattura e quella di pagamento mentre, al denominatore, si imputa la somma degli importi pagati nello stesso periodo.
A Napoli, secondo questo indicatore, per farsi pagare dal Comune occorre attendere 143 giorni, mentre il Comune più rapido d’Italia è quello di Palermo (63 giorni di pagamento anticipato, in media).
La Regione Lombardia lo scorso anno ha pagato in media con più di 17 giorni di anticipo. Dato, anche in questo caso, in lieve peggioramento nei primi mesi di quest’anno. Per lavori e forniture fatti alla Regione Molise, per misurarsi con i più lenti, occorre attendere in media 146 giorni per essere liquidati.
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