Lezioni ad hoc, iniziate stamani, per fronteggiare e prevenire i disturbi alimentari, in aumento del 40 per cento secondo le ultime statistiche. L’Università di Bergamo, in collaborazione con Asst Bergamo Est e SdM, ha lanciato il primo Corso di perfezionamento regionale, diretto da Clara Mucci e Andrea Greco, dedicato alla “Diagnosi e cura dei disturbi alimentari: interventi multiprofessionali”. Un’iniziativa presentata nella sede di Sant’Agostino dell’Università il 15 settembre, con la partecipazione del Rettore Sergio Cavalieri, della Direttrice della SdM Cristiana Cattaneo, e dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso.
Disturbi alimentari: l’Università in prima linea
Per le strutture sanitarie locali sono intervenuti Francesco Locati, Direttore generale Asst Bergamo Est, Simonetta Cesa, Direttore sociosanitario Asst Papa Giovanni XXIII e Massimo Giupponi, Direttore generale Ats Bergamo. Il corso ha come motivazione l’incremento delle patologie anche tra i giovani desunto dai dati del progetto “Piattaforma per il contrasto alla malnutrizione in tutte le sue forme”. L’approccio innovativo promosso da Unibg, invece di concentrarsi sulla diagnosi e la cura, coinvolge una varietà di professionisti, esaminando i disturbi alimentari da diverse prospettive e analizzando le loro possibili origini. Un aspetto fondamentale è il passaggio da una visione tradizionale della cura a un approccio di rete, coinvolgendo tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei disturbi alimentari, dalle famiglie alle scuole, dagli ambulatori ai servizi territoriali.
Il corso dell’Università di Bergamo
Vista la complessità e la diffusione di questo problema, il corso mira a fornire una formazione specifica su una vasta gamma di disturbi alimentari nelle diverse fasce d’età, dall’adolescenza all’età adulta. I partecipanti acquisiranno conoscenze e tecniche di diagnosi, trattamento e cura aggiornate, con un’enfasi sugli aspetti relazionali, di sviluppo, familiari e sociali.
Gli obiettivi formativi del corso
La formazione offerta dal locale ateneo ha 6 obiettivi principali.
Identificare situazioni di disagio e a rischio; comprendere l’eziopatogenesi dei vari disturbi, considerando fattori neurobiologici, genetici, psicologici, intrapsichici, relazionali, socio-familiari e culturali; sviluppare competenze per una diagnosi multidimensionale; creare progetti terapeutici che affrontino le dimensioni individuali, familiari e sociali dei disturbi; implementare una prospettiva di rete nell’approccio ai disturbi alimentari e nel coordinamento delle equipe; fornire conoscenze sui principali metodi di ricerca per valutare l’efficacia degli interventi.
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