L’origine delle molestie telefoniche e via lettera di una nipote, ora finita a processo, nei confronti di una zia oggi ottantaquattrenne sembra ruotare attorno a questioni di eredità. Secondo le informazioni disponibili, la donna s’era presa cura della madre, diventata centenaria, per ben vent’anni prima della sua morte nel 2015. La nipote, in seguito, aveva accusato l’anziana di aver sottratto soldi dalla nonna. Al riguardo, l’ottantaquattrenne ha dichiarato in aula: “Prelevavo circa 900 euro alla volta, ma per metterli da parte per pagare poi il funerale”. La verità verrà ulteriormente esplorata nella prossima udienza, prevista per il 6 dicembre, dove l’imputata presenterà la sua versione dei fatti.
Una serie di telefonate e messaggi inquietanti
Tra ottobre 2020 e giugno 2021, l’anziana, residente ad Azzano San Paolo, è stata ripetutamente disturbata da telefonate notturne, quasi tutti i giorni. Non solo: ha anche ricevuto messaggi e lettere con toni offensivi, in cui veniva descritta come “avida” e definita una Circe. Altri messaggi contenevano riferimenti al settimo comandamento (“Non rubare”) e richieste di denaro. La donna, spaventata e stressata da questi continui episodi, ha finito per staccare il telefono fisso.
Nipote, molestie alla zia: il caso in tribunale
L’anziana, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocato Cristina Pizzocaro, ha portato il caso in tribunale. Secondo l’accusa, l’autrice di queste molestie sarebbe appunto la nipote della signora, figlia di uno dei suoi fratelli. Nonostante la grave accusa, la nipote, assistita dall’avvocato Alessandro Bresmes, ha respinto le affermazioni, scegliendo di opporsi al decreto penale di condanna, che avrebbe comportato una multa di soli 200 euro, e ha deciso di difendersi nel merito del caso.
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