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Nettare e confetture: nuovi prodotti per il marchio Mela Val Brembana

La “Festa della Mela” è in programma a Moio de’ Calvi sabato 14 e domenica 15 ottobre 2023

La “Festa della Mela” in programma a Moio de’ Calvi sabato 14 e domenica 15 ottobre 2023 propone l’anteprima assoluta di un progetto che unisce l’Associazione Agricoltori Frutticoltori Valle Brembana (AFAVB) e l’Azienda Agricola Della Fara di San Giovanni Bianco, guidata da papà Italo con i figli Paola e Francesco. Della Fara non è un riferimento toponomastico (come molti credono), ma è semplicemente il cognome di famiglia, con origini a Branzi.

A Moio de’ Calvi c’è la “Festa della Mela”

La novità vedrà proposte e Moio (e successivamente nella sede di San Giovanni Bianco e presso i rivenditori qualificati) due nuove filiere di prodotti preparati con Mela Val Brembana: il nettare e la confettura, arricchiti con mirtillo, mora, fragola e rabarbaro, oppure (nel caso della confettura) con un pizzico di cannella. “Per la nostra associazione – spiega Pinuccio Gianati, presidente AFAVB – è un passo importante, che corona un percorso amatoriale che dagli inizi degli anni ’90 ci ha dato grandi soddisfazioni. Siamo partiti con un piccolo corso di potatura per hobbisti e siamo arrivati a contare quasi duecento soci, con frutteti importanti in ogni angolo della Valle Brembana, con competenze sempre più diffuse, recupero di terreni incolti e invidiabile qualità delle produzioni. In questo percorso abbiamo creato (grazie a Paolo Gelmi) e registrato il marchio “Mela Val Brembana” che unisce con efficace sintesi grafica i colori delle varietà di mela che coltiviamo ma anche quelli del vestito di Arlecchino, simbolo indiscusso della nostra Valle”.

Si dà il caso che a San Giovanni Bianco (luogo di nascita della celeberrima maschera) vi sia nel cuore del borgo abbarbicato lungo il Brembo l’Azienda Agricola Della Fara, che ha sede, manco a farlo apposta, in via Arlecchino. E’ una realtà attiva dal 2012, anno in cui papà Italo decise di lasciare le certezze di un’avviata attività industriale per dedicarsi al mondo delle erbe spontanee e in particolare di quelle selvatiche commestibili, di cui aveva esperienza diretta grazie a nonni ed anziani della Valle. Fra quelle erbe impossibile non ricordare “l’erba del Buon Enrico”, lo spinacio selvatico di montagna che tutti i bergamaschi (e non solo) conoscono come “parüch”. “Recuperai un terreno di circa un ettaro e mezzo – ricorda –  incolto da anni e con forti pendenze, nei pressi della frazione Bosco di San Giovanni Bianco, tra la località Paglio di Dossena e Portiera. Lì nacque la prima coltivazione di parüch, rigorosamente da semi selvatici, della Val Brembana”. L’intuizione successiva di Italo Della Fara, condivisa con i figli Paola e Francesco, fu quella di racchiudere quel sapore naturale senza tempo in pratici vasetti da utilizzare tutti i giorni in tavola. Nacque la salsa da utilizzare come condimento di primi piatti, abbinata progressivamente al porro e alla castagna, ma proposta anche in agrodolce per bolliti e formaggi.  E’ stato poi il turno di aglio orsino, silene (i “cornagì”), rabarbaro, rosa canina, sambuco e carciofo di monte, trasformati in prodotti originali ed al passo con i tempi. Negli ultimi anni arrivano la vendita online (dellafara.com), un nuovo terreno di oltre due ettari e, soprattutto, il laboratorio di trasformazione a San Giovanni Bianco, fucina di idee e nuove frontiere, a cominciare dalle mele. “La collaborazione con il marchio AFAVB – sottolineano Paola e Francesco – non è e non vuol essere una mera operazione commerciale. Puntiamo innanzitutto a valorizzare la Valle e le sue tipicità in maniera sinergica. Dietro al marchio Mela Val Brembana c’è una storia di passione e dedizione, elementi costituitivi della nostra realtà aziendale e di ogni prodotto che proponiamo ai clienti. E’ la prima collaborazione con una realtà del territorio e ne siamo orgogliosi, convinti che possa essere la prima di una lunga serie”.

Il “laboratorio delle idee” di via Arlecchino, in vista della Festa della Mela, ha portato alla creazione della linea di confetture e di quella di nettare. Sapori vellutati che sin dai primi assaggi hanno entusiasmato i volontari AFAVB. “Per noi è il compimento di un percorso – spiega la vicepresidente Olga Locatelli – che ci consente di avvicinare ancor di più i consumatori. Al tempo stesso vediamo garantito al meglio l’utilizzo di frutti che esteticamente sono poco commerciabili e limitiamo le necessità di stoccaggio e conservazione del fresco”. Le prime produzioni a San Giovanni Bianco sono state realizzate con le mele prodotte presso il Campo Scuola “Arcobaleno delle Mele” di Moio de’ Calvi. Il grado zuccherino e la consistenza dei frutti sono davvero ideali. “Siamo certi – concludono all’unisono – sia solo un inizio”. Due loghi e un cognome hanno il sapore di una Valle.

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