Convivenza tra bici ed escursionisti: una strada sostenibile

L'ordinanza del sindaco di Val Brembilla contro l'utilizzo dei sentieri di montagna in bicicletta ha messo sul chi vive gli escursionisti di varie sigle. Ma non sono previste multe

Il dibattito sul cicloescursionismo, l’uso delle biciclette in montagna, si intensifica in seguito alle lamentele di alcuni residenti di Val Brembilla, che hanno portato all’emissione di un’ordinanza comunale. Il vicesindaco Giovanni Carminati spiega che, nonostante l’intenzione non sia quella di penalizzare i ciclisti, è necessario un comportamento più responsabile da parte loro. L’ordinanza è vista più come un deterrente, senza specifiche multe, per promuovere maggiore rispetto.

Dall’altra parte, l’Associazione Guide mountain bike della Valle Brembana critica fortemente il divieto imposto dal comune, che si applica a tutte le mulattiere, indipendentemente dal tipo di bicicletta utilizzata. La posizione viene rafforzata dalla commissione cicloescursionismo dell’Unione bergamasca Cai, che si esprime contro i divieti generalizzati, proponendo invece una segnaletica che promuova il rispetto e l’educazione da parte dei ciclisti.

Il Cai, confrontando la bicicletta a mezzi come sci o ciaspole, la considera un mezzo alternativo per esplorare la montagna. Sottolinea l’importanza di un utilizzo consapevole e responsabile, nel pieno rispetto dell’ambiente naturale e delle persone, evitando di lasciare tracce del proprio passaggio. Il Cai propone tre regole principali per i cicloescursionisti: selezionare itinerari adatti alle bici senza danneggiare l’ambiente, dotarsi di attrezzature e abbigliamento adeguati, e mantenere una velocità che non comprometta la sicurezza propria e altrui, dando sempre la precedenza agli escursionisti a piedi.

Infine, il Cai suggerisce l’uso di cartelli informativi per promuovere una fruizione consapevole dei sentieri, piuttosto che imporre divieti assoluti. Spera in una collaborazione con le amministrazioni locali per progetti informativi e nella valutazione di soluzioni alternative, che potrebbero includere limitazioni ai passaggi ciclistici se necessarie. La loro conclusione è chiara: la convivenza tra bici e escursionisti è non solo possibile, ma anche la soluzione più sostenibile.

Redazione

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