Violenza e aggressione: responsabile condannato a 2 anni e 4 mesi

Y.E.F., un cittadino marocchino di 51 anni, dovrà pagare anche una multa di 612 euro

Y.E.F., un cittadino marocchino di 51 anni, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi, oltre al pagamento di una multa di 612 euro, per un grave episodio di violenza e rapina avvenuto all’inizio di dicembre. Il processo, che ha visto il suo comparire in tribunale con rito direttissimo, si è concluso con il patteggiamento della pena.

Aggredisce moglie e carabinieri: condannato

La vicenda risale al 5 dicembre quando, nella tranquilla via Dante Alighieri a Gorlago, Y.E.F. ha aggredito una donna di 50 anni, senza fissa dimora originaria di Verona. Ubriaco e con l’intento di derubarla, l’uomo ha brutalmente maltrattato la vittima: l’ha strattonata, presa per i capelli, colpita con calci, pugni e schiaffi. La violenza è culminata con il tentativo di strangolamento mentre la donna giaceva a terra. Fortunatamente, un passante ha intervenuto, trattenendo l’aggressore e consentendo alla vittima di cercare rifugio in un ristorante nelle vicinanze. I carabinieri di Grumello del Monte e una pattuglia del Radiomobile di Bergamo sono intervenuti prontamente, trovando Y.E.F. seduto sul marciapiedi con il cellulare e il portafogli rubati alla donna. Durante il trasferimento in caserma, l’uomo ha opposto resistenza e ha attaccato fisicamente i carabinieri. La situazione è degenerata al punto che è stato necessario l’utilizzo del taser per immobilizzarlo.

La vittima, soccorsa dal personale del 118, presentava vistosi lividi, escoriazioni e ecchimosi sul collo a causa del tentato strangolamento. La gravità dell’aggressione è stata confermata durante l’udienza di convalida, tenutasi il 6 dicembre, che ha portato alla custodia cautelare in carcere. La conclusione del processo, un mese dopo, ha visto il patteggiamento della pena, ma la vicenda non si conclude qui. Su richiesta del difensore, sono stati disposti gli arresti domiciliari presso la residenza della sorella a Carobbio degli Angeli. L’episodio rimane un triste esempio della violenza che può emergere nelle strade, evidenziando la necessità di un’adeguata risposta giudiziaria per garantire la sicurezza pubblica.

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