Nel cuore di Bergamo, il Centro Culturale Protestante diventa scenario di un evento memorabile sabato 17 febbraio, in concomitanza con la “Festa dell’emancipazione” e l’850° anniversario dell’origine del movimento valdese. Questa data segna la proiezione di un film risalente al 1924, “I valdesi. Un popolo di martiri”, e la presentazione di un libro che narra la storia resiliente dei valdesi, scritto dalla professoressa Francesca Tasca.
Una riscoperta cinematografica: i valdesi
Il film “I valdesi. Un popolo di martiri”, realizzato da Nino Martinengo e commissionato dal pastore valdese Paolo Bosio, fu originariamente censurato e poi smarrito, per rifarsi vivo soltanto negli anni ’70 a New York. Questa pellicola, restaurata e ora custodita presso il Museo nazionale del cinema di Torino, offre uno sguardo autentico sulla lotta e la resilienza valdese, pur attraverso una lente agiografica e con le sue naturali semplicità narrative.
La proiezione del film, prevista per le 17.30, sarà introdotta da Francesco Giarrusso, esperto di cinema, e seguita da un momento di commemorazione, il “Falò della libertà ”, che celebra la fine delle discriminazioni verso i valdesi con lo “Statuto albertino” di Carlo Alberto di Savoia nel 1848.
Un’opera letteraria di rilievo
Il libro “Storia dei valdesi”, presentato alle 18.20, è un’opera collettiva che si estende su quattro volumi, curati dalla Tasca, che ripercorre 850 anni di esistenza valdese, evidenziando la loro ininterrotta battaglia per la libertà religiosa e il loro fondamentale attaccamento alle Sacre Scritture. Dal Medioevo fino all’età contemporanea, il racconto si snoda attraverso persecuzioni, resistenza e infine l’emancipazione, offrendo una prospettiva unica sulla storia di una comunità profondamente radicata nelle valli piemontesi e sulla sua influenza a livello internazionale.
La storia di Valdo di Lione e dei Valdesi
Valdo di Lione, figura centrale di questo racconto, abbandonò le sue ricchezze nel 1174 per una vita di povertà e predicazione, innescando un movimento che, nonostante la condanna papale nel 1184, si diffuse in tutta Europa. Un episodio significativo di questo viaggio storico si svolse a Bergamo nel 1218, dove i tentativi di riconciliazione tra i seguaci valdesi si scontrarono con differenze insormontabili, ma riuscirono comunque a definire due diverse interpretazioni del valdismo.
Bergamo: un crocevia del movimento valdese
L’evento di Bergamo sottolinea non solo l’importanza della città nella storia del valdismo ma anche la sua connessione storica con movimenti religiosi più ampi. Francesca Tasca evidenzia l’intersezione tra la storia valdese e quella bergamasca, notando come la fondazione di un convento domenicano poco dopo il 1218 dimostri l’impatto del fermento religioso originatosi dalla Francia.
Un invito alla conoscenza
Attraverso la proiezione del film e la presentazione del libro, l’evento mira a illuminare le pagine di una storia spesso trascurata, celebrando la resistenza e il rinnovamento spirituale che hanno caratterizzato il movimento valdese nel corso dei secoli. La professoressa Tasca esprime la speranza che questi momenti di riflessione possano accrescere la consapevolezza e l’apprezzamento per le vicende valdesi, gettando luce su un capitolo significativo del patrimonio culturale e religioso europeo.

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