La Treves Italia srl ha deciso notoriamente di chiudere lo stabilimento a Cazzano Sant’Andrea. Tra mobilitazioni sindacali e Istituzioni, spicca la preoccupazione del sindaco del paese per le sorti delle famiglie fin qui vissute anche, se non solo, dei redditi da lavoro dell’insediamento della multinazionale francese. Di seguito, riportiamo integralmente la lettera aperta del primo cittadino cazzanese, Sergio Spampatti.
La vicinanza ai lavoratori
Nei giorni scorsi ho appreso, dai giornali locali, la decisione del Gruppo Treves di chiudere lo stabilimento di Cazzano Sant’Andrea.
Il mio pensiero è corso subito ai lavoratori dell’Azienda. Posso ben comprendere la loro paura e la loro amarezza di ritrovarsi in una situazione di grande incertezza. Al tempo stesso, come Sindaco, devo pensare anche alle ricadute sociali di questa prospettiva. Cazzano è un piccolo paese dove le aziende danno lavoro ai nostri cittadini e, quaranta licenziamenti diretti, oltre ai posti che si perderanno nell’indotto, incidono pesantemente nella nostra economia. E’ un triste ritorno agli anni della crisi del tessile, quando le aziende locali furono travolte dall’invasione dei prodotti cinesi che entravano in Italia senza controlli e senza dazi.
Il richiamo alle responsabilità sociali
Le prospettive di questa chiusura preoccupano e chiedo con fermezza ai vertici dell’Azienda di valutare anche le loro responsabilità sociali nei confronti dei suoi lavoratori, sempre partecipi allo sviluppo della Treves. Nell’ipotesi peggiore auspico che si faccia ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali e che, le altre aziende del territorio, trovino spazio per assumere i lavoratori licenziati.
L’appezzo del sindaco di Cazzano
Faccio infine appello a tutte le istituzioni perché si muovano, insieme a me ed alla mia giunta, per essere a fianco delle parti nel trovare le migliori soluzioni possibili.
Io, ovviamente, resto disponibile per supportare le persone coinvolte e rendermi utile in ogni modo possibile.
IL SINDACO
Sergio Spampatti
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