La situazione degli apicoltori bergamaschi è critica a causa delle condizioni meteorologiche avverse e dell’importazione di miele straniero. Secondo Coldiretti Bergamo, la quantità di pioggia caduta negli ultimi due mesi è aumentata del 182% rispetto all’anno precedente, con sbalzi termici che hanno compromesso le prime fioriture, in particolare dell’acacia.
L’aumento delle importazioni di miele straniero, che nel 2024 sono salite del 23%, sta ulteriormente mettendo sotto pressione i produttori locali. Nei primi due mesi dell’anno, sono arrivati quasi 4,8 milioni di chili di miele dall’estero, con oltre un quarto proveniente da Paesi extra UE. Questo miele, spesso di bassa qualità e a prezzi inferiori, influisce negativamente sui prezzi del miele italiano.
Impatto del Maltempo
L’incremento delle precipitazioni, rilevato da Arpa Lombardia, ha significativamente ridotto le fioriture e rallentato l’attività delle api, costringendo molti apicoltori a intervenire con alimentazioni di soccorso per evitare la moria negli alveari. Le prime produzioni primaverili hanno subito cali considerevoli, con l’acacia che ha registrato perdite superiori al 60% in alcuni casi.
Settore Apistico Bergamasco
Il settore apistico di Bergamo è composto da circa 1.450 apicoltori, con 1.200 dediti alla produzione per autoconsumo e 250 per la vendita. A livello provinciale, ci sono 3.200 apiari con 20.615 alveari. Manuel Locatelli dell’azienda agricola L’Ape Loca di Berbenno, sottolinea le difficoltà causate dagli sbalzi termici e dalla pressione del miele importato.
Importazioni di Miele Straniero
Le importazioni di miele straniero continuano a crescere, con un aumento del 23% nel 2024 rispetto all’anno precedente. Il miele importato, spesso di bassa qualità , esercita una pressione al ribasso sui prezzi del miele italiano. Coldiretti Bergamo raccomanda di verificare sempre l’origine del miele in etichetta o di acquistare direttamente dai produttori locali per garantire la qualità del prodotto.
Direttiva Breakfast
La nuova Direttiva Breakfast dell’Unione Europea introduce un’etichettatura obbligatoria e chiara del paese di origine del miele. Questa normativa mira a migliorare la tracciabilità del prodotto e a informare meglio i consumatori, richiedendo l’indicazione della percentuale di provenienza per ciascun Paese in caso di miscele.
In sintesi, gli apicoltori bergamaschi stanno affrontando una duplice sfida: le condizioni meteorologiche avverse e la concorrenza del miele straniero. Nonostante le difficoltà , la trasparenza sull’origine del prodotto e il supporto dei consumatori possono contribuire a sostenere questo importante settore.
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